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Lo stato ebraico vuole far saltare gli accordi

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14.07.2026

A chiudere la passata settimana c’è stata un’ulteriore escalation nel conflitto mediorientale, che vede coinvolti gli Stati Uniti, Israele, ed ormai anche i paesi europei costretti a seguire il Presidente Trump pena tensioni aggiuntive che non sono in grado di reggere. Il Commander-in- chief sarebbe infatti nel mirino delle forze del male iraniane, che gli avrebbero giurato la morte. A stare alle non troppo disinteressate informative del Mossad – la peraltro assai informata agenzia d’intelligence dello stato di Israele – in quel di Teheran gliel’avrebbero giurata, al Presidente degli Stati Uniti: lo vorrebbero morto a tutti i costi e sarebbero in atto piani per farlo fuori. C’è pure da crederlo, scampato miracolosamente com’è a due o tre attentati proprio negli ultimi tempi, mentre concorreva alla carica presidenziale, e poi dopo da presidente nel pieno esercizio delle funzioni.

Del resto, semplicemente gli sarebbe riservato l’antonomastico pan per focaccia, vecchia e collaudata reazione umana. I servizi israeliani sono attendibili sino ad un certo punto, dato che – come tutti sanno – lo stato ebraico ha tutta l’intenzione di far saltare gli accordi per la ripresa per la libera circolazione nello stretto di Hormuz, in modo che la tensione internazionale contro lo stato sciita si rafforzi e produca un’istanza incontenibile finalizzata alla sua eliminazione: o almeno all’eliminazione dell’attuale dirigenza, che si è mostrata più coriacea di quanto la coalizione israelo-statunitense non s’aspettasse. Detto per inciso, più episodi stanno dimostrando, e potrebbe essere........

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