Il futuro della Giustizia, nel coraggio di cambiare
Ancora una settimana di pazienza per le polemiche fra magistratura e politica, fra destra e sinistra! Poi, finalmente, domenica e lunedì prossimi decideremo se, votando per il “sì”, confermare la riforma dell’ordinamento giudiziario e la separazione delle carriere fra pubblici ministeri e magistrati giudicanti; lo sdoppiamento del Csm, entrambi presieduti dal Capo dello Stato e nominati per sorteggio; o, votando “no”, bocciarla, e l’istituzione o meno dell’Alta Corte disciplinare. Si concluderà così, forse, una lunga polemica (ma, vista l’asprezza dei toni con la quale è stata portata avanti negli anni, sarebbe più giusto definirla una guerra, per fortuna disarmata) fra politici e magistrati. Che trovò il suo culmine durante il settennio di mandato presidenziale di Cossiga, il cui rapporto con il Csm fu estremamente conflittuale. Al punto che – certamente lo ricorderete anche voi – il 14 novembre 1991 inviò i carabinieri in assetto antisommossa a Palazzo dei Marescialli per impedire una riunione del plenum da lui annullata, come atto di forte pressione politica e istituzionale finalizzata a contestare le interferenze del Csm sull’operato del governo e a criticare alcune decisioni e prese di posizione dei magistrati, che – a suo parere – stavano invadendo le competenze dell’esecutivo e del........
