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Le macerie del dolore e la lezione della storia

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03.07.2026

Il tremendo terremoto in Venezuela, con migliaia e migliaia di morti, evoca ulteriori tragedie umane perché, purtroppo, i cosiddetti “dispersi” (più di 50.000) saranno una triste realtà che si aggiunge alla tragedia, di per sé già immane.Abitavo nel Comune di Cervinara, in provincia di Avellino, nella ridente Valle Caudina, quando, la sera del 23 novembre 1980, si abbatté il terremoto più disastroso mai avvenuto, dopo quello di Messina, con il punto massimo di 10 gradi della scala Mercalli, durato ben oltre un minuto e trenta secondi, un tempo lunghissimo per questi tipi di cataclismi.Interi paesi dell’Alta Irpinia, come Conza della Campania, Calitri, Sant’Angelo dei Lombardi e Teora, furono spazzati via dalla furia del movimento ondulatorio, che ruotò il territorio su se stesso fino a torcere letteralmente i pali della luce e delle insegne.Non mi dilungo su quanto accadde subito dopo. In un primo momento, per le precarie condizioni delle comunicazioni nei paesi sperduti dell’Appennino meridionale, non si diede grande risalto alla tragedia. Ci si accorse, invece, mano a mano che gli elicotteri prontamente messi a disposizione dall’Aeronautica Militare, che facevano la spola tra Capodichino e l’Alta........

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