Il ritorno dell'estetica "Raw" domina in ogni ambito
La tendenza globale si è spostata verso l’autenticità radicale, celebrando tutto ciò che è materico, destrutturato e visibilmente non filtrato.
Nell'arredamento si assiste a una fusione tra minimalismo e brutalismo caldo. Le superfici lisce lasciano il posto a materiali nel loro stato più puro e primitivo.
Sulle passerelle di alta moda la tendenza si traduce in un "lusso imperfetto". Non si tratta di trasandatezza, ma di un'eleganza decostruita e consapevole.
Per ciò che concerne la fotografia e i social media vige un netto rifiuto della "perfezione da influencer".
La Gen Z ha trainato il ritorno della fotografia flash ad alto contrasto e dell'estetica indie sleaze dei primi anni 2000.
Quella raw, a dispetto delle apparenze, è però una estetica estremamente studiata e pianificata a tavolino.
Nonostante l'obiettivo finale sia quello di apparire "spontaneo", "casuale" o "grezzo", dietro c'è una meticolosa ingegneria del marketing, del design e della psicologia dei consumi. In sociologia e branding questo fenomeno viene definito "autenticità costruita" o "artificio disinvolto" in una parola effortless.
Il consumatore sa che è un'estetica studiata, ma la preferisce comunque perché evoca una sensazione di calore e umanità che il digitale ha........
