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Colloqui Ue-talebani sui rimpatri di migranti che hanno commesso reati

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25.06.2026

Una donna afgana con il burqa imposto nuovamente dal regime dei talebani in Afghanistan (Ansa)

La Commissione europea continua a insistere sulla natura meramente “tecnica” dell’incontro avvenuto martedì a Bruxelles con una delegazione delle autorità de facto dell’Afghanistan guidato dai talebani, convocato per discutere del rimpatrio di persone considerate una grave minaccia per la sicurezza. Ma, secondo una fonte afghana che ha chiesto l’anonimato per ragioni di sicurezza, l’apertura di canali operativi con Kabul rischia di offrire alle autorità talebane non solo una nuova forma di legittimazione, ma anche vantaggi economici, diplomatici e una maggiore influenza sulle comunità afghane presenti in Europa.

“Non si tratta di concessioni, nessuna concessione in assoluto. Si tratta semplicemente di colloqui operativi su come possiamo rimandare indietro i criminali, ed è su questo che vertevano i colloqui”, ha dichiarato il commissario europeo agli Affari interni e alle Migrazioni, Magnus Brunner, rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa al termine del Collegio dei commissari.

“È una questione operativa: come far funzionare concretamente il rimpatrio dei criminali che non hanno il diritto di rimanere nell’Unione europea”, ha aggiunto Brunner, confermando che all’incontro hanno partecipato 15 Stati membri.

“Venti Stati membri ci hanno chiesto, con una lettera, di coordinarci su questo tema, perché come Unione europea siamo più forti che come singoli Stati membri”, ha affermato il commissario austriaco. Brunner ha aggiunto che è stato “per questo motivo” che si è svolto il secondo incontro a livello tecnico, dopo un primo appuntamento tenutosi a gennaio a Kabul, dedicato alle modalità operative per rimandare in Afghanistan persone condannate per reati gravi. Secondo il commissario, l’UE ha semplicemente risposto a una richiesta esplicita degli Stati membri.

Le parole di Brunner confermano quanto affermato........

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