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Tutti gli eccessi del predestinato che si è perso da solo

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Nick Kyrgios, sospeso dall'ITIA per positività alla cocaina (Foto Ansa)

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Roma, 19 agosto 2026 - Nick Kyrgios lo aveva scritto lui stesso, tempo fa, quasi come una rivendicazione: nessun test antidroga mai fallito, "be proud", sii orgoglioso. Oggi quella frase gli si ritorce contro. Il 19 agosto l'International Tennis Integrity Agency ha reso noto che l'australiano è risultato positivo alla benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, in un controllo effettuato il 22 giugno scorso durante l'Atp 250 di Maiorca. La sospensione provvisoria è scattata il 4 agosto, dopo che il laboratorio accreditato dalla Wada aveva confermato l'esito il 17 luglio. Kyrgios ha scelto di anticipare la notizia sui social, prima ancora del comunicato ufficiale: ha parlato di un "errore gravissimo", assumendosene la responsabilità, e ha annunciato un periodo di 28 giorni lontano dai social e dalla vita pubblica. Da quel momento non può giocare, allenarsi né presenziare ad alcun evento organizzato da Atp, Wta o dalle federazioni internazionali. Ha diritto a un ricorso contro la sospensione provvisoria, ma finora non lo ha presentato. È l'ultimo, clamoroso capitolo di una carriera che avrebbe potuto scriversi in modo completamente diverso. Perché il tennis, quello vero, quello dei colpi impossibili, Kyrgios lo sa fare eccome.

Il predestinato che non è mai diventato numero uno

Nato a Canberra nel 1995 da padre greco e madre malese, di sangue nobile per parte materna, Kyrgios si impone giovanissimo: junior numero uno al mondo, campione agli........

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