Perché il prezzo del petrolio non crolla, anche se da Hormuz arriva sempre più greggio?
Un marinaio americano sul ponte di una portaerei
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Roma, 2 ottobre 2026. C’è già chi lo ha ribattezzato il paradosso del Golfo: più petrolio esce da Hormuz, meno i prezzi calano. Mentre le immagini delle petroliere scortate dalle navi americane nello Stretto da qualche giorno fanno pensare che tutto stia tornando alla normalità, i mercati raccontano un’altra storia. Oggi dal Golfo Persico viene trasferito più petrolio di quanto non sia mai uscito dall’inizio della guerra con l’Iran. Eppure il greggio continua a viaggiare intorno ai 98 dollari al barile sui contratti a termine e arriva addirittura a 121 dollari sul mercato fisico a pronta consegna. Come è possibile? Ovviamente non c’è un solo colpevole, ma si tratta di una combinazione di mercati ancora timorosi, scorte mondiali in esaurimento, costi di spedizione da record e la Cina che ha riacceso i motori della domanda.
La situazione a Hormuz
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