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I Btp alle stelle e l’effetto palla di neve: quali rischi nasconde la svendita del debito italiano

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Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti (a destra) e il titolare della Difesa, Guido Crosetto

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Roma, 5 ottobre 2026 - Il governo italiano (e non solo lui) è pronto ad attivare il transponder, per farsi trovare in caso di valanga. Nelle ultime settimane, sui mercati finanziari c’è stata una massiccia vendita di titoli di Stato. Succede in America, in Gran Bretagna, in Francia e anche in Italia. I prezzi dei bond scendono e i rendimenti salgono. Il Btp a dieci anni, ad esempio, ha superato il 4,6-4,7%, e lo spread con i titoli tedeschi è tornato sopra i 100 punti. Molti fanno spallucce: “Se lo Stato ha già emesso quei titoli anni fa, perché dovrebbe preoccuparsi se qualcuno li rivende a un prezzo più basso?”. Purtroppo tra le maxi vendite e i rendimenti esiste un legame più sottile e pericoloso di quanto sembri, che può alimentare il cosiddetto effetto palla di neve sui conti.

Il circolo delle vendite

Il rapporto tra rendimenti e vendite di titoli di Stato non è a senso unico: non è che prima qualcuno vende e poi i rendimenti salgono, né che prima salgono i rendimenti e poi la gente inizia a vendere. Le due cose, in realtà, si alimentano a vicenda. Di solito il movimento parte da qualcosa di concreto:........

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