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Louis, il giorno della testimonianza: Dassilva racconta la sua verità. Momento chiave del processo di Pierina

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Dassilva sul banco dei testimoni Louis racconta la sua verità Momento chiave del processo Fissata in Corte d’Assise un’udienza aggiuntiva: attesa oggi la testimonianza del senegalese, in carcere per l’omicidio di Pierina Paganelli. Per la prima volta il 35enne parlerà in aula

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Rimini, 30 marzo 2026 – Giornata importante oggi in tribunale a Rimini per il processo sull’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage sotterraneo di via del Ciclamino. Davanti alla Corte d’Assise di Rimini, presieduta dal giudice Fiorella Casadei, è stata infatti inserita un’udienza supplementare che potrebbe cambiare il dibattimento. Il passaggio più atteso riguarda Louis Dassilva, il 35enne senegalese attualmente in carcere e unico imputato nel procedimento, vicino di casa della vittima e amante clandestino della nuora, Manuela Bianchi.

La deposizione di Louis era prevista per il 13 aprile

In base al programma definito dalla Corte, l’uomo potrebbe essere ascoltato già oggi, nonostante la sua deposizione fosse inizialmente prevista il 13 aprile. L’udienza dovrebbe partire con l’esame dell’ultimo testimone delle parti civili. Subito dopo dovrebbe toccare a Dassilva, assistito dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi. In scaletta anche l’audizione di un ulteriore testimone e di un consulente della difesa. I legali, in queste ore, hanno incontrato il loro assistito in carcere per preparare un momento che può diventare centrale nel processo. Finora il 35enne ha parlato pochissimo.

Dopo l’arresto aveva negato ogni responsabilità

Dopo l’arresto del 16 luglio 2024, si era avvalso del silenzio sia nell’interrogatorio di garanzia sia in un successivo passaggio davanti agli inquirenti. Solo nei mesi successivi Dassilva ha iniziato a rispondere, continuando però a negare ogni responsabilità. Un cambio di atteggiamento arrivato dopo che Manuela Bianchi, nuora della vittima e donna con cui avrebbe avuto una relazione, aveva fornito dichiarazioni ritenute pesanti dagli investigatori. Nel marzo 2025 l’imputato era tornato a sostenere la propria innocenza davanti al gip. Poco dopo aveva avviato anche uno sciopero della fame. Poi il rinvio a giudizio, nel luglio 2025, e l’avvio del processo nei mesi successivi. Nell’ultima udienza, in aula sono stati sentiti due agenti della Squadra Mobile. La prima ha riferito che, al termine dell’incidente probatorio, Manuela Bianchi avrebbe chiesto carta e penna per lasciare un messaggio destinato al gip, poi acquisito agli atti.

Il sonno profondo di Dassilva e i riti woodoo 

La seconda poliziotta ha ripercorso una serie di intercettazioni. Tra queste, alcune conversazioni in cui Valeria Bartolucci (moglie di Dassilva) parla del suo sonno profondo, elemento che per l’accusa confermerebbe la possibilità che Dassilva potesse uscire senza essere notato. Nel corso della deposizione è stato affrontato il tema dei presunti riti voodoo che il 35enne avrebbe fatto eseguire contro il pm e alcuni investigatori.

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