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«I dipendenti trattati come frigoriferi usati»: il film sulla violenza aziendale scuote Venezia

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10.09.2026

Stéphane Brizé e Alba Rohrwacher portano al Festival di Venezia l’incubo del management moderno con Un bon petit soldat. Vincent Lindon nei panni del boss spietato.

Stéphane Brizé continua la sua esplorazione del mondo del lavoro e delle sue regole perverse portando a Venezia un dramma sociale così realistico e proprio per questo spietato. Applausi della stampa più che meritati per Un bon petit soldat, film in concorso che ha per protagonista la nostra Alba Rohrwacher. Sotto la lente, inchiodata al muro, la pressione che il management moderno impone ai suoi dipendenti. L’imperativo: essere iperperformanti sempre. E chi resta indietro? Una nullità di cui liberarsi, come un frigorifero vecchio.

Il disgusto la molla per Brizé

Brizé aveva già dispiegato La legge del mercato (2015), In guerra (2018) e Un altro mondo (2021), film che raccontano i ricatti e le regole del profitto che dominano il mondo del lavoro contemporaneo, a scapito della dignità dei lavoratori. Ma la rabbia che aveva stimolato quella trilogia non si è sopita. Anzi, si è trasformata in repulsione. E ha portato a Un bon petit soldat (in italiano Un bravo piccolo soldato). Il risultato è un film dal tono tagliente che non nasconde la violenza manageriale ma che la svela nella sua........

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