Le riserve mondiali di petrolio non bastano più: ecco perché Trump sblocca il greggio russo
Il Brent resta sopra i 100 dollari al barile e le scorte strategiche non riescono a raffreddare il mercato. Così Washington apre temporaneamente ai barili di Mosca per evitare un nuovo shock energetico globale.
Il petrolio si muove ma resta attaccato al trono delle tre cifre. Il Brent gira intorno a 103 dollari al barile, il Wti resta poco sopra i 97 dollari. Una pausa, forse tecnica, forse politica. Lo capiremo più avanti. Le Borse europee, invece, non hanno apprezzato il cambio di spartito. Milano chiude a -0,3%, Francoforte a -0,7% e Parigi a -0,9%. Nulla di catastrofico, ma abbastanza per ricordare che i listini non amano le sorprese geopolitiche, soprattutto quando coinvolgono migliaia di petroliere parcheggiate alle porte di Hormuz.
La deroga di Trump sul petrolio russo
Con uno dei colpi di teatro cui ha abituato l’economia globale, Donald Trump ha deciso di concedere una deroga di 30 giorni alle sanzioni sul petrolio russo rimasto bloccato in mare. In altre parole: per un mese quei carichi possono essere consegnati, venduti e scaricati. La licenza riguarda il greggio caricato su navi entro il 12 marzo e resterà valida fino alla mezzanotte dell’11 aprile (ora di Washington).
Nel tentativo di evitare dietrologie (Trump che corre in soccorso di Putin), il segretario al Tesoro, Scott Bessent, la presenta come una misura chirurgica: limitata e........
