Addio Opec: il vero motivo per cui gli Emirati, sul petrolio, hanno scelto l’asse con USA e Israele
Non solo greggio: dietro l’uscita degli Emirati dall’Opec si nasconde uno scontro totale con Riyadh per il controllo del futuro. Ecco gli scenari possibili.
Lo scorso 1° maggio 2026 passerà alla storia come il giorno in cui il deserto ha tremato, non per un sisma, ma per un annuncio che ha ridisegnato i confini del potere globale. Gli Emirati Arabi Uniti, per decenni pilastro dell’Opec, hanno scelto di percorrere la propria strada, abbandonando il cartello che, dal 1960, detta il ritmo del battito cardiaco dell’economia mondiale. Non è stata una scelta impulsiva, ma il culmine di una metamorfosi silenziosa che vede Abu Dhabi trasformarsi da semplice membro del gruppo a protagonista solitario e ambizioso.
Per capire la portata della rottura, bisogna partire da una constatazione semplice: gli Emirati non sono usciti perché improvvisamente diventati ribelli. Ma perché sono diventati troppo grandi per restare disciplinati. Negli ultimi anni, Abu Dhabi ha fatto quello che ogni buon manuale di economia suggerirebbe a un Paese ricco di risorse: ha investito per produrne di più. Circa 150 miliardi di dollari per portare la capacità verso i 5 milioni di barili al giorno. Una cifra che, già da sola, basterebbe a spiegare l’irritazione crescente verso le quote bloccate Opec.
Addio Opec: gli Emirati lasciano il cartello del petrolio
Il problema è che l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio non è una cooperativa neutrale. È un sistema gerarchico, dove l’Arabia Saudita detta la linea e gli altri, con variazioni sul tema, si adeguano. E qui nasce la frattura. Già nel 2021, quando le tensioni interne al cartello erano emerse con chiarezza, il ministro dell’Energia emiratino, Suhail al-Mazrouei, aveva lasciato intendere il disagio con parole insolitamente dirette: «Abbiamo bisogno di condizioni più eque che riflettano la nostra capacità produttiva».
All’epoca sembrava una richiesta tecnica. Col senno di poi, era un preavviso di addio. Il punto non è che Abu Dhabi e Riyadh siano diventate nemiche. Sarebbe una semplificazione da talk show. Il fatto è che non sono più strategicamente allineate. L’Arabia Saudita ha una road map chiara: mantenere prezzi relativamente alti........
