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Figc, il giorno della conta: guida al voto che divide Malagò e Buonfiglio

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05.10.2026

Il Coni decide il destino della Federcalcio tra pressioni, veleni e polemiche. Ecco chi potrà esprimere il suo giudizio e cosa succede in caso di vittoria dell’uno o dell’altro schieramento.

Amicizie , tradimenti, conflitti di interesse, pareri e ricorsi. Tutti contro tutti nel giorno della verità per il calcio e lo sport italiani, momento della conta sul commissariamento della Figc con caduta di Giovanni Malagò che significa in sostanza capire chi e come farà la mossa successiva e cioè andare per tribunali sportivi e ordinari da sconfitto. Raramente in passato una Giunta del Coni è stata il campo centrale delle vicende politico sportive italiane come nel giorno del giudizio su Malagò.

Deve decadere o può restare alla guida della Federcalcio? E se commissariata, quanto tempo la Figc dovrà restare priva di una guida auto determinata a rischio di incorrere nelle sanzioni di Uefa e Fifa che fin qui si sono limitate (in particolare Nyon) solo a una serie di avvertimenti? In gioco c’è anche la partita dell’Europeo 2032 che l’Italia potrebbe perdere a vantaggio della Turchia se la vicende di casa fossero interpretate come inaccettabile interferenza della politica, leggasi il ministro per lo Sport Andrea Abodi e la compagine di Governo.

Per cosa si vota e perché Malagò rischia

La storia è ormai nota a tutti, compresa la sua semplice banalità. Lo scorso 22 giugno Malagò è stato elettore presidente della Figc con il 68% abbondante delle preferenze salvo scoprire poi che alla documentazione della sua candidatura – promossa per prima dalla Lega Serie A – mancava l’accertamento dell’iscrizione da tesserato alla federazione. L’ex presidente decennale del Coni, insomma, non faceva parte della “famiglia” della Federcalcio a nessun titolo.

Ricorso presentato da Renato Miele, a sua volta in corsa per la Figc pur non avendone i titoli perché non accreditato da alcuna........

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