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I casi di Martina e Lucia, le autodenunce di Cappato e il nodo della sanità: perché il Fvg deve decidere sul fine vita

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05.09.2026

Sul fine vita l’Associazione Luca Coscioni è pronta a tornare a mobilitare i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Partendo dagli 8.200 che hanno firmato a sostegno della proposta di iniziativa popolare Liberi Subito, la stessa diventata legge in Veneto. Anche il centrosinistra va in pressing, chiedendo di abbandonare posizioni ideologiche e usare il buon senso.

«Ci sono tutte le ragioni per riattivare la mobilitazione, a partire proprio dalle oltre 8.000 persone che hanno sottoscritto la proposta e dalle realtà del territorio che l’hanno sostenuta», afferma l’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Coscioni, sottolineando come dal 2024, quando la proposta fu fermata in Fvg attraverso una pregiudiziale che contestava la competenza regionale, siano intervenute due sentenze della Corte costituzionale che hanno chiarito quali sono gli spazi e i limiti dell’intervento regionale.

«Per questo riteniamo che oggi non ci siano più alibi per impedire al Consiglio regionale di discutere nel merito una proposta sostenuta da migliaia di cittadini», afferma Gallo, preannunciando: «Chiederemo alla politica regionale di assumersi finalmente la responsabilità di una discussione nel merito». Così da fornire risposte ai cittadini che «hanno chiesto una cosa molto concreta: non di modificare i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale, ma di sapere chi deve rispondere a una richiesta, entro quali tempi e attraverso quali procedure».

Le motivazioni:  "È la seconda volta che la Regione Fvg nega l'aiuto medico a morire senza soffrire a una persona che aveva pienamente diritto, questo per noi è violenza di Stato. Ci siamo........

© Messaggero Veneto