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Carlo Ginzburg, lo studioso che fece il sessantotto della storia

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18.06.2026

Il nome di Carlo Ginzburg, morto ieri a Bologna a 87 anni (era nato a Torino il 15 aprile 1939), rimarrà legato alla “microstoria”, una corrente e un metodo storiografici affermatisi fra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso e di cui lui fu eminente esponente (insieme ad Alberto Caracciolo, Eduardo Grendi e Giovanni Levi). Fenomeno tutto italiano, seppur legato a riferimenti internazionali di grande rilievo, la microstoria rompeva radicalmente con le nostre più consolidate tradizioni storiografiche: la storia etico-politica di Croce e quella economico-giuridica di Volpe. Fu una specie di Sessantotto della storiografia e Ginzburg ne sarebbe diventato il più famoso padre spirituale (anche politicamente, sempre di sinistra e sempre da posizioni radical-chic). La sua idea di storia si proponeva di ridurre drasticamente di scala la ricerca storiografica: non nel senso di occuparsi esclusivamente degli aspetti minimi e persino banali della quotidianità, ma in quello di passare al microscopio gli oggetti, i personaggi e i libri indagati, dando peso analitico anche ai meri dettagli.

L’ambizione, mai del tutto celata, era........

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