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Trattoria Anna, una triste storia di amore e pizze

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21.08.2026

Si chiamava Trattoria Anna in omaggio ad Anna, la moglie del titolare. Era romena e indossava calze contenitive color carne. Ai piedi zoccoli in gomma. Sovrappeso, capelli scarmigliati, si muoveva annoiata e silente per il locale, due sale dall’olezzo sgradevole e dall’arredamento fatiscente, tv sempre accesa. Meglio sedersi all’esterno: tavoli e sedie in plastica rossa e tovaglie di carta. La piccola corte si snodava a triangolo: un triangolo in cemento nascosto dietro a una curva in pendenza. Ai lati due stradine che deviano da quella principale. Il perno della storia, però, è il titolare. Francesco. Campano, accento marcato,........

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