Apologia del pesto (e una variazione sul tema)
Calcutta, inteso come Edoardo D’Erme, il cantate che parla poco e scrive divinamente, mi piace assai. La stima è viscerale nonostante «fuori è notte / mangio il buio col pesto / non mi piace / ma lo ingoio lo stesso» (“Pesto”, dall’album Evergeen). Dalla strofa si evince che a Calcutta il pesto non piaccia, che empietà. Ma parimenti, se vogliamo flirtare con l’esegesi, se ne evince l’universalità del pesto: mangiarlo col buio è un’esaltazione della salsa in purezza, sublime anche a cucchiaiate, come la Nutella. Io la penso così. E forse la pensa allo stesso modo anche Calcutta, in barba al suo – contraddittorio - «non mi piace / ma lo ingoio lo........
