La distanza incolmabile tra un re e un bullo
L’incontro a Washington tra re Carlo III del Regno Unito (era la sua prima visita negli Usa in questa veste) e Donald Trump è stato commentato in vario modo, ma nella maggior parte dei casi con malcelato divertimento. Ai più, alcune tipiche performance trumpiane (la dicitura «Due re» su una foto sua e di Carlo postata sui social, o la mano sul fondoschiena della moglie Melania, anche questa ampiamente pubblicizzata, come a sottolineare una certa differenza estetica con la regina Camilla) sono parse un mezzuccio per recuperare un’attenzione mediatica che l’arguta postura del sovrano inglese gli aveva sottratto.
Tutto vero. E non è dispiaciuto a nessuno vedere Trump annaspare per riportarsi, una volta tanto, al centro della scena. Eppure non dovremmo sottovalutare il nocciolo drammatico dietro i rituali della visita di Stato.
Re Carlo, parlando al Congresso Usa, si è tolto la soddisfazione di ricordare agli americani quanto la civiltà inglese sia più fondata nel tempo e quanto........
