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Chi sarà mai il colpevole di ogni male del mondo?

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Di solito funziona così. Quando su un tale argomento, quale che sia, sono tutti d’accordo si può avere la matematica certezza che la verità si trovi dalla parte opposta.

E quando si dice tutti, si intende proprio tutti. E cioè intellettuali, intellettualesse, salotti, terrazze, cantanti impegnati, scrittori impegnati, scrittori molto impegnati, scrittori particolarmente impegnati, collettivi studenteschi, studenti fuoricorso, reduci del Sessantotto, indignati in servizio permanente effettivo, talk show “de sinistra”, inchiestisti pulciosi e forforosi, suffragette con il ditino alzato, insomma, quando tutto il Circo Barnum del pseudo dibattito culturale e tutto il carrozzone dei pseudo mass media sono tutti d’accordo sul tale argomento, significa in maniera incontrovertibile che quell’argomento è una solenne fregnaccia. E che la dittatura del conformismo, del tartufismo, del pensiero unico del benpensante collettivo e del giornalista collettivo ha apposto un’altra tacca sulla sua collezione di censure della libertà individuale.

Un caso emblematico e spassoso è quello capitato nei giorni scorsi a Ed Sheeran, una delle più celebri - e politicamente inoffensive - popstar dello showbiz mondiale, finito nel lager dell’indignazione planetaria dopo l’espulsione dal suo tour, attenzione, non per sua scelta, ma per scelta del promoter, di un attempato rapper che all’inizio di un concerto nel New Jersey ha urlato dal palco l’immancabile “Free Palestine!”. Gli organizzatori del tour, ribadendo a torto o a ragione........

© La Provincia di Como