Firenze, “Abbiamo un coltello, vuoi morire?”. La banda di giovanissimi e una scia di aggressioni
Una banda ha terrorizzato la movida fiorentina nella notte tra Sabato Santo e Pasqua
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Firenze, 7 aprile 2026 - Almeno sei giovani aggrediti nel cuore del centro storico, tra piazza della Signoria e le vie limitrofe, nella notte tra sabato 4 e domenica 5 aprile. Episodi ravvicinati, stessa modalità, stessi bersagli: ragazzi soli o in piccoli gruppi, fermati lungo il percorso e accerchiati. A colpire sarebbe stata una gang di giovanissimi, descritti dalle vittime come nordafricani, che avrebbe agito a più riprese tra le strade più frequentate della movida.
A raccontare è uno degli aggrediti, 21 anni, studente universitario fiorentino. Era insieme a un amico di 23 anni. “Eravamo usciti da un locale verso le 3.30, dovevamo raggiungere a piedi il parcheggio di Sant’Ambrogio. Tra via dei Cimatori e via dei Magazzini sono sbucati in quattro, avranno avuto più o meno 16 anni, tutti con il berretto”. L’approccio è stato immediato, senza possibilità di reazione. “Uno ha dato una spallata al mio amico, lo ha preso per la giacca e lo ha trascinato in avanti. Altri tre mi hanno circondato, mi hanno sbattuto contro il muro e buttato a terra”. Poi le minacce. “Mi dicevano ‘dacci soldi, dacci sigarette, abbiamo un coltello, vuoi morire per dei soldi’. Mi strattonavano, mi toccavano ovunque per cercare il portafoglio”.
“Una strategia del terrore”
Secondi concitati, in cui la percezione è quella di non avere scampo. “Non capisci cosa sta succedendo, non hai tempo di reagire. Io ho avuto paura, pensavo di finire in una pozza di sangue”. Eppure, nonostante la violenza, non viene portato via nulla. “Non hanno preso né soldi né cellulare. Era come una strategia del terrore, quasi per divertimento”. A interrompere l’aggressione è il passaggio di alcune persone. “Sono riuscito a rialzarmi, ho visto due ragazzi e ho chiesto aiuto. Uno si è messo in mezzo tra me e loro. Io ero sotto choc, non capivo più chi fosse l’aggressore e chi mi stesse aiutando, sono corso verso il locale”. Nel frattempo l'amico era stato immobilizzato. “Continuava a dire ‘lasciatelo stare’ ma non riusciva a liberarsi dalla presa”.
Stessa tecnica per altre aggressioni
I due riescono a rifugiarsi nel locale e restano all’interno per circa mezz’ora. Ma una volta usciti, la scena si ripete. “Li abbiamo ritrovati in piazza della Signoria”. Ed è parlando con altri ragazzi che emerge un quadro più ampio. Un altro gruppo di amici sono stati aggrediti con la stessa tecnica: accerchiati, spinti contro il muro e presi a calci. La paura ora è tanta. “Anche i nostri genitori sono molto preoccupati. Io non riesco a dormire prima delle 4 e anche uscire di giorno mi mette ansia, ho sempre la sensazione che possa succedere di nuovo. È assurdo ritrovarsi ad avere paura nella città in cui si è nati”.
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