Ciclovia promossa con riserva: "Una risorsa, se curata e sicura"
I residenti della Valdisieve hanno le idee chiare: "Potrebbe far riscoprire luoghi dimenticati"
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La ciclovia dell’Arno, per quanto concerne la Valdisieve, è ancora un progetto sulla carta in attesa di un finanziamento regionale, ma già spinge a immaginare come potrebbe cambiare il volto del territorio. Per chi vive lungo il fiume non è solo un’idea astratta: è la prospettiva di muoversi in sicurezza, fare sport, passare il tempo libero. Daniele Donnini di Sieci parla della "perdita di rapporto con l’Arno dopo l’alluvione del 1966 e di quanto sarebbe bello riappropriarsi delle sponde: muoversi in bici o a piedi lungo il fiume fino a Firenze o oltre, potrebbe riportare al centro luoghi dimenticati". Tuttavia rimarca che oggi "ci sono tratti che non sono davvero ciclabili, si finisce su strade strette o su marciapiedi. Servirebbe un percorso continuo e sicuro".
A Compiobbi Maurizio Landi condivide perplessità simili: "Così com’è adesso la ciclovia è fatta a pezzi". Per lui la priorità è che "il progetto sia pensato bene e condiviso, con collegamenti efficaci che non rimangano solo una linea sulle mappe". Ginevra Terenzi, di Rosano, guarda alla ciclovia con un misto di speranza e cautela: "Una pista sicura invoglierebbe a uscire di più con i bambini, magari la domenica". Infine Alessandro Iacchi, ciclista professionista di Rufina, sottolinea che "un percorso ben asfaltato e illuminato non solo favorirebbe chi va in bici per sport, ma stimolerebbe più persone a considerare l’uso quotidiano della bici". Suggerisce anche punti di ristoro o noleggio bici lungo il tracciato per promuovere un turismo lento e sostenibile.
Insomma, che la ciclovia possa diventare una risorsa sembra essere un pensiero comune. Altrettanto comune è l’attenzione a elementi come: continuità del percorso, sicurezza, servizi e cura dei dettagli tecnici. Senza tutto questo, la promessa di una ciclovia lungo l’Arno rischierebbe di restare un sogno realizzato solo a metà.
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