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Braccio di ferro su Hormuz, gli Usa: “Sarà aperto a tutti”. L’Iran: le navi dovranno pagare”

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14.06.2026

Il ministro iraniano Abbas Araghchi

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Roma, 14 giugno 2026 – La posta in gioco economica dello Stretto di Hormuz non è solo il prezzo del Brent nelle prossime sedute. È il modo in cui il mercato mondiale dell’energia uscirà dalla più grave strozzatura degli ultimi decenni: con il ritorno alla piena libertà di transito o con la nascita di un pedaggio iraniano su una delle arterie vitali della globalizzazione. L’accordo evocato in queste ore resta fragile: il ministro degli Esteri iraniano ha detto che l’intesa provvisoria includerebbe la riapertura dello Stretto, ma ha anche precisato che il passaggio sicuro avverrà sotto sovranità iraniano-omanita. Dal fronte di Donald Trump sembra che, invece, non ci dovrebbero essere pedaggi. Ma vediamo i due scenari. Il primo scenario, la riapertura “secca”, è quello che i mercati vogliono: transito senza pedaggi, liste di autorizzazione e ambiguità militari. Sarebbe un disinnesco........

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