Alessandra Minello e la libertà di non avere figli
Firenze, 5 marzo 2026 - Prima o poi arriva. A volte è una battuta buttata lì tra un brindisi e il dolce, altre volte è una domanda travestita da premura: “Questo bimbo quando arriva?”, “Ma quindi non ne volete?”. Dietro frasi del genere si nasconde un universo di aspettative, paura del futuro, moralismi inconsapevoli e, alla fine, conti che non tornano. “Senza figli. Scelte, vincoli e conseguenze della denatalità” (Editori Laterza) di Alessandra Minello nasce da questa realtà quotidiana, per capire perché oggi sempre meno persone hanno figli e che cosa significa davvero costruire un’esistenza priva della genitorialità. Il volume sarà presentato nel corso dell’incontro di sabato alle 21, nella Sala Storica Dino Campana della Biblioteca delle Oblate, nell’ambito della rassegna “Identities. Leggere il contemporaneo – Il futuro si costruisce un pensiero alla volta”, promossa dall’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS con il contributo del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze, in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate e Tram di Firenze S.p.A., oltre ad essere inserito nel programma “Si scrive Marzo Si legge Donna”, curato dalle Biblioteche comunali fiorentine. A dialogare con l’autrice sarà Vera Gheno, mentre le letture saranno affidate a Federica Miniati. Minello, ricercatrice in Demografia presso il Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, dove insegna Demografia internazionale e Statistica sociale, lavora da anni su comportamenti riproduttivi in Italia e in Europa, differenze di genere tra famiglia e lavoro e demografia storica. Nel suo saggio non nega le ragioni che tutti riconoscono: welfare inadeguato, crisi economica, precarietà, tappe di vita sempre rimandate; ma insiste anche su una svolta decisiva: la denatalità non è solo una questione economica o biologica, è anche una questione di libertà. I numeri, in questa prospettiva, sono il risultato complesso di scelte, vincoli e trasformazioni culturali e sociali. Minello invita a guardare alle vite che si stanno costruendo anche senza figli: come si immaginano, quanto spazio hanno, quali pressioni subiscono, quali possibilità aprono o chiudono.
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