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Al via l’esposizione “La morte di Venere” di Jannik Senium

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23.03.2026

L'opera “La morte di Venere” di Jannik Senium

Firenze, 23 marzo 2026 – Una Venere che non nasce, che non emerge dalle acque in uno slancio di eterna giovinezza, ma approda sul greto dell’Arno, sfinita, ferita, come se il tempo e lo sguardo distratto del presente avessero lasciato il loro segno anche su di lei. È da un’immagine inquieta e profondamente contemporanea che prende forma “La morte di Venere”, la mostra di Jannik Senium che sarà inaugurata venerdì alle 18 nella Sala Fontana del Circolo Canottieri Firenze, alla presenza dell’artista. L’esposizione, curata da Veronica Triolo e da Luna Gordon, resterà aperta al pubblico fino al 7 aprile prossimo.

Senium, giovane pittore tedesco originario della Foresta Nera, affida a questa grande tela a olio una sorta di “continuazione della storia” della Nascita di Venere di Botticelli. Il punto di partenza è volutamente fiorentino, ma lo sguardo è ampio, rivolto al nostro tempo. Quando l’artista vede per la prima volta la Venere agli Uffizi, racconta, ne rimane colpito con intensità, ma viene allo stesso tempo attraversato da un senso di perdita e di tristezza, turbato “dalla poca attenzione della miriade di turisti che, una volta di fronte all’opera, scattano selfie e corrono via, senza darsi il tempo dell’estasi, dell’ammirazione e dell’impregnarsi della sua smisurata bellezza”. Da qui nasce l’idea di ripensare quella figura oggi, nel cuore di Firenze, sorretta dalla speranza e consegnata allo sguardo di chi osserva “nell’ultimo tentativo di metterci a parte della sua condizione”. Nonostante l’amara riflessione, la Venere resta per Senium “il simbolo indiscusso della bellezza pura e senza tempo”.

L’iniziativa si inserisce nel cartellone di “L’Arno in Voga”, la nuova rassegna del Circolo Canottieri Firenze dedicata ai soci e curata da Veronica Triolo, pensata per intrecciare arte, cultura e attualità. “Il vernissage di Jannik – commenta Michele Nannelli, Presidente della Società Canottieri Firenze - è il terzo evento della kermesse “L’Arno in Voga”. Si tratta del nostro nuovo progetto dedicato ai soci, ideato e curato da Veronica Triolo, che mira a trattare argomenti di arte, cultura e attualità. Da amante dell’arte, ho apprezzato il messaggio del giovane artista che sensibilizza sulla protezione e il rispetto di questa bellezza immensa che custodiamo, talvolta incoscienti, nella nostra città. Benché di ispirazione ottocentesca, trovo che le sue opere esprimano temi contemporanei e, per questa ragione, gli ho chiesto, una volta terminata la mostra, di lasciare da noi, per un tempo non definito, “La morte di Venere”. Il resto è ancora da scrivere.”

Classe 1998, Senium divide oggi il suo tempo tra la Germania e Firenze. Il disegno, per lui, è stato fin da giovane una forma di ricerca della bellezza, ma la vocazione si definisce a dodici anni, dopo una visita a un museo. Durante la pandemia si forma da autodidatta, per poi perfezionarsi in Norvegia presso un pittore di formazione classica, prima di arrivare a Firenze, dove oggi vive e lavora. La sua ricerca si muove in dialogo con la tradizione pittorica e con il Simbolismo, guardando a maestri come Rembrandt e Tiziano, con l’intento di continuare nel presente la pittura a olio. Le sue opere intrecciano temi antichi e contemporanei, passaggi, relazioni, malinconia, e mettono al centro la dimensione emotiva e interiore dei personaggi. Lavora a olio su lino con tecniche tradizionali, cercando di fissare attimi fragili e stati d’animo in immagini sospese tra realismo e visione.

Accanto a “La morte di Venere”, la Sala Fontana ospiterà anche alcune opere provenienti dalla recente mostra dell’artista al Museo Bellini, tra cui “In memoria di Euridice”, “Semele” e “Il lamento di Lady Macbeth”. Durante il vernissage sarà inoltre svelata in anteprima una nuova creazione, ispirata al concetto di “liberarsi e scappare dalle proprie paure”.

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