Meglio estrarre a sorte i magistrati
1.Oggi le cose stanno così. Il Consiglio superiore della magistratura, Csm, è formato da tre membri di diritto, dieci laici, venti togati eletti dai magistrati, che dunque votano. Hanno il loro piccolo governo rappresentativo nel Csm, che assume, assegna, promuove, trasferisce e punisce i magistrati: questi sono per Costituzione gli esclusivi compiti del Csm, non i tanti altri “usurpati”, che lo hanno fatto assimilare ad una terza camera parlamentare. La magistratura è governata da sé stessa, sebbene la natura corporativa dell’organo di autogoverno, il Csm appunto, sia stata opportunamente dai Costituenti temperata con la componente di nomina politica.
Mentre l’elezione parlamentare dei membri non togati, per quanto l’elettorato passivo sia riservato solo a due qualificate categorie di giuristi, risponde in modo appropriato alla giusta esigenza di assicurare nel Csm la presenza di rappresentanti delle prevalenti tendenze politiche, l’elezione dei togati da parte dei colleghi togati costituisce una scelta infelice dei Costituenti. Scelta né necessaria né provvida, alla luce dei fatti. Qui non è in discussione che il Csm sia in maggioranza composto da magistrati, bensì che tali magistrati siano eletti dai magistrati. Infatti, la magistratura ordinaria è afflitta, come denunciano tanti degli stessi magistrati, da una sorta di frantumazione professionale parapolitica, che dà il peggio di sé proprio nelle votazioni per eleggere i suoi rappresentanti nel Csm. È inevitabile che........
