“Circle Mirror Transformation”: tutti ventriloqui!
Come va interpretata l’opera teatrale Circle Mirror Transformation dell’americana Annie Baker, vincitrice nel 2014 del Premio Pulitzer per la drammaturgia? Valerio Binasco e la sua compagnia di attori offre una propria versione del dramma (senza vittime apparenti) nello spettacolo omonimo, che va in scena al Teatro Argentina fino al 14 giugno. E lo fa scegliendo un’ambientazione scenografica essenziale, con file di sedute in plastica da cinema di periferia; una grande sala di prova con alla sinistra una scalea circolare che svolge le funzioni di pedana per l’oratore di turno; un bagno e uno spogliatoio che si intravedono sulla parete di fondo, che rappresenta la comune di ingresso e uscita degli attori. Da subito, apprendiamo che si tratta di una scuola serale di recitazione per aspiranti lavoratori-attori, diretta dalla monumentale e enigmatica italo-tedesca Marty (Pamela Villoresi), che ha al suo fianco come allievo il suo stesso marito James (Valerio Binasco), oltre alla bella Theresa (Alessia Giuliani), a Schultz (Andrea Di Casa) e alla giovane irrequieta Lauren (Maria Trenta), mantenuta agli studi come aspirante attrice da sua madre che, però, non versa regolarmente la retta, censurandola così indirettamente. Da subito, capiamo che il corso non ha nulla, per così dire, di “normale”, basato com’è all’inizio su di uno strano metronomo circolare “uno, due, tre, quattro, e così........
