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L’8 marzo ricordatevi delle donne afghane

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06.03.2026

Taccuino Liberale #78

Dopodomani, domenica 8 marzo, si celebrerà come ogni anno la Festa della Donna. Sarà che i venti di guerra stanno gelando molti cieli, ma a differenza degli anni precedenti, la macchina del marketing sembra inceppata o comunque ancora non ha dato alcun frutto sull’argomento. Gli altri anni, già si scorgevano segnali di festa, mimose ovunque, menù speciali per l’occasione e si iniziavano a leggere i primi contributi delle femministe, delle radical chic, delle donne per la parità a tutti i costi, con le tematiche più o meno classiche o qualcuna aggiornata all’ondata del momento, ma tutte pronte ad offrire il proprio contributo alla riflessione sulla condizione della donna (e contro il mercato ed il rincaro del prezzo delle mimose per l’occasione).

E così qualche appunto liberale, sul Taccuino lo proviamo a scrivere, perché l’argomento non è mai passato di moda, e non deve passare di moda, ma come cambiano gli stili nella moda forse dovrebbe cambiare anche la narrazione del fenomeno e trovare obiettivi e temi rispondenti alla realtà e alla situazione attuale. Che forse è un po’ diversa da quella che sentiamo raccontare, ma soprattutto che si sentono raccontare le donne, oggi, in questo Paese.

Alcune riflessioni le vogliamo quindi dedicare alle donne in Italia, in particolare alle giovani donne, e alle giovanissime, infarcite culturalmente dal falso ideale della necessità di abbattere il patriarcato, che le terrebbe sotto scacco ancora oggi. Basterebbe chiedere ai propri familiari il numero di figli presenti nelle ultime 4 generazioni a ritroso rispetto alla propria per scoprire che loro, probabili figlie uniche, hanno madri e padri, componenti di famiglie con almeno 3 figli, e che le loro nonne erano componenti di famiglie con almeno 7-8 figli, a loro volta componenti di famiglie con 11-13 figli. Questa era la normalità della condizione femminile in Italia negli ultimi 200 anni: le donne facevano figli sin dalla tenera età (non c'è bisogno di ricordare che Giulietta, di shakespeariana memoria, aveva 14 anni, e la madre le rammentava che alla sua età vi erano quattordicenni già mogli e madri) e per quasi tutto il tempo che erano fertili continuavano a fare figli, e basta. Niente scuola, nessun lavoro, nessuna indipendenza economica, niente diritto al voto.

Oggi una........

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