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Perché sul dossier Mafia-Appalti la partita non è finita

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05.10.2026

Ci sono atti giudiziari che nascono per chiudere una porta e invece finiscono per spalancare un portone sulla storia d’Italia. Le 644 pagine con cui il Giudice per le Indagini Preliminari di Caltanissetta, Santi Bologna, ha disposto l’archiviazione del fascicolo sulle presunte omissioni e insabbiature del dossier Mafia-Appalti non sono un punto d’arrivo, né tantomeno la pietra tombale pretesa dai soliti tifosi della memoria anestetizzata.

Sono, al contrario, la fotografia nitida e spietata di un fallimento di Stato.

​Nelle motivazioni, il Gip usa parole che pesano come macigni: si parla senza mezzi termini di una “gestione scellerata” del dossier da parte di chi avrebbe dovuto trattarlo come una bomba ad orologeria e si cristallizza un dato umano e giudiziario agghiacciante: Paolo Borsellino fu “volutamente” tenuto all’oscuro dell’imminente richiesta di archiviazione di quell’indagine. Una condotta che va ben oltre la leggerezza burocratica e si inoltra nel territorio........

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