La pandemia a Bergamo, l’alpino ultrà e le lacrime all’ospedale in Fiera che conquistarono Laura
La pandemia a Bergamo, l’alpino ultrà e le lacrime all’ospedale in Fiera che conquistarono Laura
LA COMMEMORAZIONE. Il 18 marzo il ricordo delle vittime del Covid: il programma della giornata a Bergamo. La storia di Nicola Cattaneo, dalle notti alla stazione di Bergamo alla costruzione dell’ospedale da campo alla Fiera: il lieto fine che guarda la futuro.
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Facebook, bistrattato social spesso caverna di livori, stavolta ha agito da Cupido, e più avanti scopriremo il perché. Questa storia d’amore, che per i suoi incastri sembra scritta da uno sceneggiatore e che invece è vera, deve infatti cominciare da uno dei protagonisti, Nicola Cattaneo, imbianchino 42enne di Valbrembo, alpino e tifoso della Curva Nord atalantina. Dal suo passato di alcol e cocaina che l’aveva portato in fondo al baratro, ma dal quale ha saputo risalire alla grande.
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«Ho iniziato a fare il balordo con la compagnia di amici a 17 anni – racconta –. Facevo l’imbianchino alle dipendenze di un artigiano, ma pian piano sono scivolato nella dipendenza e ho finito col perdere tutto, lavoro e famiglia. A un certo punto mia madre, disperata, mi ha sbattuto fuori di casa. La ringrazio tuttora, se non mi avesse cacciato sarei ancora prigioniero di droga e alcol perché promettevo sempre di smettere e di curarmi, ma continuavo a rimandare perché una volta c’era la partita dell’Atalanta, un’altra il Raduno degli Alpini, un’altra ancora il concerto di Vasco».
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