menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Livorno, sugli orti urbani l'accordo non c'è: come è andato l'incontro tra Frangerini e il comitato in Comune

19 0
22.09.2026

Livorno, sugli orti urbani l'accordo non c'è: come è andato l'incontro tra Frangerini e il comitato in Comune

Il sindaco Salvetti ha chiesto all’imprenditore un solo cantiere ma il Comitato ha detto “no”: «Siamo ancora al rapporto 80-20 di dieci anni fa deciso da Nogarin»

LIVORNO. Oltre due ore e mezzo di riunione in sala giunta non sono bastate a partorire un accordo. Però almeno hanno messo, per la prima volta, tutti i protagonisti degli Orti urbani di via Goito uno davanti all’altro. Da una parte il Comune, con il sindaco Luca Salvetti e l’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani. Dall’altra sei rappresentanti del comitato, guidati da Giovanni Ceraolo. Di fronte Stefano Frangerini, insieme ai figli Chiara e Matteo. Un tavolo dalle 15 a oltre le 17.30, chiuso senza soluzione condivisa ma con una proposta nuova del Comune e l’impegno a rivedersi dopo l’assemblea degli Orti.

Le distanze restano. Salvetti parla di «clima di dialogo e confronto assolutamente positivo». Il comitato continua a mettere davanti a tutto il consumo di suolo zero. «Siamo venuti al tavolo con una nostra proposta, non semplicemente per ascoltare», chiarisce subito Ceraolo. Frangerini dice di essere «convinto che si possano trovare soluzioni condivisibili usando il buon senso». Il primo nodo è cosa fare delle capacità edificatorie previste dal Piano operativo. Gli Orti hanno formalizzato la loro proposta: trasferire gli indici in un’altra area già urbanizzata, magari degradata e da bonificare, e trasformare tutti i sei ettari di via Goito in un parco naturalistico pubblico. «A noi degli orti in quanto tali non interessa – ribadisce Ceraolo – vogliamo che quell’area resti il più possibile com’è, diventi pubblica e sia fruibile da tutti». È qui che il confronto si ferma. Il Comune considera questa soluzione, almeno oggi, non percorribile per ragioni tecniche e politiche. Il Piano operativo resta il punto di partenza: l’amministrazione........

© Il Tirreno