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Alessandra ed Evandro morti in tenda, il Comune: “Lei aveva alloggio gratuito”

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22.02.2026

Ascoli Piceno, 22 febbraio 2026 – La tragica scomparsa di Alessandra Nigrotti ed Evandro Maravalli, i due giovani trovati senza vita sabato mattina all’interno di una tenda vicino al cimitero ad Ascoli, ha scosso profondamente l’opinione pubblica.

Il Comune di Ascoli: Alessandra non era stata abbandonata

Oltre al dolore, sui social network sono però esplose polemiche e accuse rivolte alle istituzioni, colpevoli — secondo alcuni commenti — di aver abbandonato la coppia al proprio destino. Davanti a questo scenario, il Comune di Ascoli ha rotto il silenzio e ha diffuso una nota con l’intento di ricostruire mesi di interventi e assistenza in favore dei due poveri ragazzi.

Evandro era ospite da un amico, ha rifiutato l’assistenza

Secondo quanto comunicato, i Servizi Sociali del Comune hanno preso in carico la situazione già dal 31 ottobre 2025, quando la coppia si è presentata agli sportelli. «La priorità è stata data immediatamente ad Alessandra, data la sua condizione di gravidanza. Nonostante un iniziale rifiuto – si legge in una nota - i due hanno infine accettato una sistemazione temporanea in un B&B reperito direttamente dagli uffici comunali. In quell’occasione – sottolinea il Comune di Ascoli - Maravalli ha dichiarato che avrebbe provveduto autonomamente alla propria sistemazione, confermando in seguito di essere ospite presso un amico».

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Per lei monitoraggio costante e alloggio gratuito

La ricostruzione di Palazzo Arengo evidenzia un monitoraggio costante. «Alessandra è stata sostenuta economicamente per i pernottamenti fino al 5 dicembre, data in cui è stata accolta presso il Villaggio Santa Marta tramite il Centro Accoglienza Vita. Solo pochi giorni fa, il 10 febbraio, la giovane si è recata nuovamente in Comune per rinnovare la permanenza gratuita nella struttura» prosegue la ricostruzione dei fatti. «Il percorso di presa in carico della donna è stato attivato tempestivamente e le strutture di supporto sono state coinvolte fin dal primo momento», sottolinea la nota del Comune di Ascoli, nel riferire anche che le assistenti sociali hanno mantenuto contatti regolari con la ventinovenne, sia attraverso visite in loco che colloqui programmati.

La causa della morte: attesa per le autopsie

Per quanto riguarda Evandro, invece, non risulterebbero ulteriori accessi ai servizi dopo le prime dichiarazioni di indipendenza logistica. Resta comunque una ferita aperta il tragico epilogo, causato con ogni probabilità dalle esalazioni di una stufetta a legna usata per scaldarsi nella fredda notte in tenda (lo accerterà comunque l’autopsia). Il Comune ribadisce che la macchina dei soccorsi e dell’assistenza era attiva e, nell’esprimere il cordoglio per la morte di Alessandra ed Evandro, respinge le ombre di una presunta indifferenza istituzionale. 


© il Resto del Carlino