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Il mistero dello schiavo crocifisso, la verità della scienza su quelle ossa

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17.04.2026

Ursula Thun Hohenstein, professoressa dell'Università di Ferrara

Un mistero, un giallo. E’ il 2007 durante gli scavi per la posa di un metanodotto nella campagne di Gavello, pianura e campi in provincia di Rovigo, viene alla luce uno scheletro. E’ rimasto ben poco di quel corpo. Ma c’è una traccia, che apre le porte ad una lunga indagine. Un calcagno ha un foro, è il foro di un chiodo. Si tratta, questa l’ipotesi, di uno schiavo crocifisso. Un ritrovamento quasi unico al mondo, ci sono altri resti simili solo in Israele e in Inghilterra. Gli studiosi analizzano quei resti, 007 della storia si interrogano, cercano risposte. Sono coinvolti i professori della nostra università dove si trova un laboratorio, al quale afferiscono tre dipartimenti, che potrebbe meritare i riflettori di un film, Csi-Scena del crimine (Crime scene investigation) della storia. Camici bianchi e microscopi, provette e analisi. Un lungo lavoro che ancora continua che porta avanti la sopritendenza di Rovigo Verona e quella task force di studiosi del nostro ateneo. Si cercherà di fare luce, una luce in più, questa sera (venerdì 17 aprile alle 20,45), nella sala ‘Beda’, piazza XX settembre a Gavello. Lì dove tutto è iniziato. L’incontro organizzato da Comune di Gavello, Cpsa, con l’adesione della Soprintendenza. Saranno presenti Raffaele Peretto (Cpssae). Interventi di Claudia Fiocchi (Cpssae), Ursula Thun Hohenstein (Università di Ferrara), Nicoletta Onisto (Università di Ferrara). Ci sarà la proiezione del documentario Bbc intitolato “La Crocifissione del Cambridgeshire”.

Un po’ di storia. I resti trovati a Gavello raccontano una morte per crocifissione, risalente ad almeno 2000 anni fa. Nella stessa epoca e con le stesse modalità di Gesù di Nazareth. Il terzo caso al mondo di crocifissione in epoca romana. I segni dell’esecuzione sono rimasti impressi sulle ossa del piede ed esaminati da esperti delle Università di Ferrara e Firenze. Gli scavi archeologici vennero effettuati tra il 2006 ed il 2007 dalla Sovrintendenza Archeologica del Veneto, in occasione della posa del metanodotto. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Archaeological and Anthropological Sciences.

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