menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Oggi è ‘Dantedì’, Reggio sogna: "La nostra sia una città dantesca"

8 0
25.03.2026

Oggi, 25 marzo, è ‘Dantedì’, data che molti studiosi indicano come inizio del viaggio della Divina Commedia. E c’è chi...

Articolo: Pasini: "Nuovo casello A1 fra Modena e Reggio"

Articolo: Taglio del nastro per ’La Biblio’: "Oggi si realizza il nostro sogno"

Articolo: Incontro con l’autore. Cucchi a Palazzo da Mosto

Oggi, 25 marzo, è ‘Dantedì’, data che molti studiosi indicano come inizio del viaggio della Divina Commedia. E c’è chi vorrebbe che Reggio diventasse a pieno titolo una città dantesca.

"Se il viaggio è reale e poetico, riguarda anche il nostro territorio – spiegano Clementina Santi (presidente Associazione scrittori reggiani) e Giuseppe Ligabue (ricercatore) – Il passaggio dalla Toscana all’Appennino svalicando al Cerreto, porta alla Pietra di Bismantova, parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano-Mab Unesco, non solo una meta escursionistica o una palestra di roccia. Studi recenti, il lavoro di divulgazione, tra cui il libro ‘Dante a Bismantova, viaggio alla montagna del Purgatorio’ dimostrano che la Pietra è la montagna della salvezza dantesca. La sua struttura è unica, con un pianoro sommitale inatteso – dicono Santi (foto) e Ligabue – è l’immagine concreta di salita che si ritrova nei primi 10 canti del Purgatorio. Quel pianoro può aver suggerito a Dante la visione del Paradiso terrestre. Salendo sulla Pietra di Bismantova, montagna della salvezza dantesca, si ritrova e riscopre la forte e intima dimensione spirituale e religiosa, che 700 anni fa ha accompagnato il viaggio del sommo poeta". Dopo la Pietra, il percorso continua, Dante scende a Reggio, è ospite di Guido da Castello, nobile e politico reggiano, citato nel Purgatorio (XVI), certo vede il ‘Liber Figurarum’ di Gioacchino da Fiore (Museo diocesano): l’esemplare di maggior pregio dei 3 che vi sono nel mondo. "Reggio non è un passaggio marginale nella storia dantesca: è parte del suo ultimo itinerario di esilio e ne fa parte – concludono Santi e Ligabue – Per questo il Dantedì qui ha un peso diverso. Dire che Reggio è città dantesca non è un’esagerazione. È una conseguenza dei fatti può istituire percorsi culturali spirituale e turistici".

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino