Alessandra, la miglior barista di Forlì: “Cura e qualità. E da me i ragazzi sono al sicuro”
Forlì, 24 febbraio 2026 – Alessandra Conti è proprietaria del Chorus Art Caffè di via Roma a Bertinoro dal 2001, quando ha rilevato il locale storicamente di proprietà della sua famiglia, dopo un breve periodo di gestione esterna. Decise di rilanciarlo, con l’aiuto della sorella, e mentre cercava di conciliare il suo precedente lavoro di insegnante con l’attività del bar, capì di essersi appassionata. Così la scelta è diventata permanente. Senza quella decisione, non sarebbe arrivata, anni dopo, la vittoria nelle preferenze dei lettori del Carlino.
Conti, negli anni passati si era comunque piazzata bene: si aspettava di riuscire finalmente a conquistare il primo gradino del podio?
«Tantissimi clienti mi avevano avvertito di aver compilato e mandato i tagliandi, ma la vittoria proprio non me l’aspettavo. Sono una persona abbastanza schiva e non esattamente ‘da copertina’, ma questo riconoscimento fa molto piacere perché viene direttamente dalle persone. Ne sono fierissima».
Da seconda a prima: che cosa, secondo lei, ha fatto davvero la differenza quest’anno?
«Non so che cosa possa essere cambiato. Sicuramente un elemento costante è stata la mia dedizione: infatti cerco sempre di curare e dare il massimo in ogni ambito, dalla pulizia alla qualità dei prodotti, a cui tengo moltissimo. Forse la chiave è stata persistere in questo impegno».
Come fa un barista ad avere attorno una comunità di clienti fedeli?
«Sono contenta di aver creato un luogo sicuro, in cui i ragazzi che vengono possono passare del tempo tranquillamente: credo ci sia molto bisogno di questo. Non vivo in una metropoli, ma a Bertinoro, un piccolo paese: il senso di comunità si avverte di più».
Qual è l’origine del nome del suo locale?
«Risale a quando la gestione era interamente affidata a mia nipote. Lei era una ballerina ed era appassionata di ‘A Chorus Line’, un celebre film musicale americano, che racconta la vita e i sogni dei ballerini che partecipano a un’audizione per uno spettacolo. Il suo suggerimento ci ha guidato nella scelta del nome ed è rimasto invariato da allora».
Vorrebbe dedicare il risultato a qualcuno?
«Voglio condividerlo con chi, ogni giorno, rende possibile il mio lavoro. Prima di tutto con i miei clienti affezionati, con i miei collaboratori, e anche un po’ con me stessa, per tutto l’impegno e la passione che ci ho messo. Di solito si ringrazia la famiglia, e anch’io nel mio piccolo sento di volerlo fare. Mio figlio, però, mi ricorda scherzosamente che dovrei dedicarmi di più a fare la nonna, e questo pensiero mi strappa sempre un sorriso».
