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Coppia di Ancona bloccata in Thailandia, le agenzie viaggi: “La paura di volare ora c’è”

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18.03.2026

Maria Luisa Fossaroli (Agenzia Mirò); Stefania Nisi (Zepponi Tours); Simone Pozzetti (Gattinoni Travel)

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Ancona, 18 marzo 2026 – Il conflitto in Medio Oriente mette a dura prova il settore del turismo e le agenzie di viaggi. Il problema non riguarda soltanto chi aveva programmato una vacanza in quelle mete: gli hub di Dubai, Abu Dhabi e Doha sono snodi aeroportuali fondamentali per i voli intercontinentali verso Asia, Oceania e Oceano Indiano, e le restrizioni ai voli e le cancellazioni hanno interessato milioni di viaggiatori in una sola settimana. Per le destinazioni a lungo raggio la situazione è ugualmente critica: per mete come Cina, Thailandia, Maldive, India e Australia si registra a livello nazionale il 38% di cancellazioni definitive e il 45% di prenotazioni congelate in attesa di sviluppi.

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"Guardiamo avanti con ottimismo”

Ad Ancona, le agenzie di viaggi si trovano a fronteggiare lo stesso problema, ma lo leggono in modi diversi. C’è chi è più ottimista, come Stefania Nisi, impiegata dell’agenzia Zepponi Tour di via Marsala: “I clienti stanno scegliendo destinazioni alternative al mondo arabo. Avevamo prenotazioni per Oman e Dubai che andavano fortissimo, ma anche per Kuwait e Qatar: tutte le destinazioni verso il Golfo Arabo si sono fermate, ovviamente. Non abbiamo avuto viaggi cancellati nelle nostre strutture, i clienti che erano fuori sono stati tutti regolarmente riprotetti (cioè trasferiti su voli alternativi, ndr) e sono rientrati a casa. Per l’Egitto, invece, le partenze sono regolari, con tanti clienti, tante famiglie. Guardiamo avanti con ottimismo”.

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"I clienti hanno comunque voglia di viaggiare”

Più cauto Simone Pozzetti, socio del Gattinoni Travel Store-Conero Tour di corso Stamira: “Con la chiusura degli aeroporti di Dubai e Doha i viaggiatori guardano verso altre parti del mondo, o verso mete più vicine che prima non venivano in mente. I clienti hanno comunque voglia di viaggiare, entrano in agenzia e prenotano. Per alcune partenze vicine siamo riusciti a cambiare data o destinazione, collaborando con i tour operator e gestendo bene tutte le situazioni. Un po’ di flessione c’è stata, quando c’è un conflitto è normale, ma niente di drammatico: il mondo è grande”.

Coppia bloccata in Thailandia. “C’è paura di volare”

Diverso il punto di vista di Maria Luisa Fossaroli, titolare dell’agenzia Mirò di corso Matteotti, che descrive settimane difficili: “Per prima cosa abbiamo dovuto far rientrare i clienti, ne avevamo in Thailandia, Giappone, Maldive, Mauritius, ma anche in Giordania. Li abbiamo riprotetti tutti, ma ci sono ancora due anconetani bloccati in Thailandia: dopo aver tentato di riproteggerli con la stessa compagnia, abbiamo acquistato un altro biglietto e rientreranno il 21 marzo”.

A pesare, secondo Fossaroli, è stato anche lo “sciacallaggio” dei voli: “La stessa Farnesina, sotto pressione, ha organizzato voli di rientro costati mediamente tra i 1.200 e i 1.500 euro a persona, con pagamento in contanti, e rientrati con un 30% di riempimento”. Ora, passata la fase più acuta, il problema si sposta sulle nuove prenotazioni: “La paura di volare è più forte della voglia di vacanza. I clienti non vogliono andare in Egitto, in Giordania, in Turchia, in quelle nazioni che si trovano nell’area che fa paura. Ma quella paura pesa anche sui viaggi verso New York, verso il Paese più coinvolto nella guerra”.

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© il Resto del Carlino