Chef e contadino, la rivoluzione a chilometro 0 di Aldo Santoro: vino, grano e olio bio
Aldo Santoro è proprietario di 16 ettari coltivati a Calisese di Cesena, dove da tre anni produce frutta e ortaggi biologici
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Cesenatico (Cesena), 14 aprile 2026 – In riviera c’è un ristoratore che si sta imponendo anche come agricoltore. È lo chef Aldo Santoro dell’Atelier Gourmet di Gatteo a Mare, un professionista che ha creato un locale originale, dove la cucina a chilometro zero nasce dalla terra, attraverso un progetto agricolo che coinvolge tutta la famiglia.
Santoro è proprietario di 16 ettari coltivati a Calisese di Cesena, dove da tre anni produce frutta e ortaggi biologici. L’azienda è suddivisa in 4,5 ettari di vigna, 4 di olivi, 6,5 ettari di seminativo e un ettaro di alberi da frutto. Qui non entrano pesticidi e additivi chimici. La produzione dell’azienda agricola San Clemente, così chiamata in omaggio ad Angelica Clemente, moglie dello chef Santoro, si concentra in particolare su vino, grano e olio bio.
La produzione del vino e le etichette
Il primo impianto ha dato vita inizialmente a tre etichette di Albana, Trebbiano e Sangiovese, che da quest’anno sono salite a sette: un metodo classico 100 percento Sangiovese, un vino frizzante, un rosé, un Sangiovese Igt, un Sangiovese Superiore, un vino bianco composto da 90 percento di Trebbiano e 10 percento di Albana, e un’Albana Docg.
L’azienda ha inoltre ampliato la produzione con un nuovo impianto di 1,5 ettari per Merlot, Sauvignon e Albana. Lo chef Aldo Santoro, insieme all’enologo Sergio Parmiggiani, segue personalmente il vigneto e il nuovo impianto biologico di ulivo. Nei giorni di chiusura del ristorante, si dedica infatti a potature e trattamenti.
Olio, vini e farine per un menù stagionale
Nella cucina dell’Atelier Gourmet entrano così vini e olio biologici, ma anche farine prodotte in collaborazione con il Mulino Sapignoli di Calisese, per pasta fresca, pane e dolci. Per questo motivo il menù del ristorante è legato alla stagionalità, in una coerenza tra campo e cucina che fa la differenza.
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