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Vuelle, tutto l’entusiasmo di Andrew Smith: "Giocando a Pesaro è facile essere coinvolti"

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24.04.2026

Andrew Smith in schiacciata durante la gara contro Forlì

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Non ha fatto rumore, ma ha fatto la sua parte nelle due partite in cui ha indossato la sua canotta biancorossa n.11 Andrew Smith. E con lui in campo sono arrivate anche due vittorie, quindi non potrebbe essere più contento questo ragazzone originario della Florida, arrivato per tamponare la grave assenza di Miniotas. Dopo il debutto vincente contro Verona, ’Drew’ come lo chiamano i compagni è uscito dal campo sorridente anche contro Forlì e queste sono le sue valutazioni del suo breve periodo in casa biancorossa.

"E’ un gruppo dove è facile inserirsi e poi giocare con Bucarelli è incredibile, come mi trova lui nessuno lo aveva fatto finora - dice -. Siamo una squadra intensa sia in attacco che in difesa, dove ognuno conosce il proprio ruolo e si lavora forte tutti insieme perché tutti siano nella miglior posizione possibile per essere innescati". Dice di essere "decisamente più in forma di quando sono arrivato, anche perché non giocavo da fine dicembre quando sono arrivato" e ringrazia lo staff "che fa di tutto per coinvolgermi e sa che io ci sono quando c’è bisogno di me perché abbiamo avuto degli infortuni ed io sono qui per questo".

L’umiltà che contraddistingue questo lungo rende più facile chiedergli di sacrificarsi anche nel minutaggio ora che entrerà nelle rotazioni anche Aromando, aspettando notizie a proposito di De Laurentiis. Ma se domenica non dovesse finire come tutti sognano, la Vuelle avrebbe però in tasca una carta importante per la post-season: "Domenica conosceremo il nostro destino - dice Andrew - ma intanto la vittoria ottenuta contro Forlì ci ha dato la sicurezza che, male che vada, saremo secondi e questo ci darebbe la possibilità di avere sempre il fattore campo a nostro favore nei playoff". Ma intanto la Vuelle si appresta ad andare a scoprire come finirà questa regular-season durata 38 partite e quella di domenica è una trasferta da interpretare con il giusto spirito: "Sì perché Livorno è una squadra tosta, soprattutto quando gioca in casa sua - avverte Smith -. La classifica non è indicativa delle loro vere qualità, hanno un’ottima coppia di americani e una buona organizzazione di gioco perciò dovremo fare attenzione, a prescindere dal fatto che questi due punti a loro non servano".

Pesaro è una piazza che sa come accalappiare il cuore dei giocatori e anche Smith, pur essendo arrivato da pochissimo, esprime il suo gradimento per il pubblico pesarese: "Ho giocato solo due partite ma ambedue in casa nostra sentendo un grande coinvolgimento: quando migliaia di persone accorrono al palasport per sostenerti - dice il giocatore – capisci che esiste una relazione tra la squadra e i fans e questo mi porta a dire che senza di loro non ci sarebbe questa squadra".

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