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Va alla deriva e naufraga a Rieti. Scafati vince e la aggancia in vetta. Ora non è più padrona del suo destino

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13.04.2026

Leka sceglie Johnson invece del doppio pivot, la Sebastiani preme subito sull’acceleratore. Bucarelli tiene a galla i biancorossi fino al -3 del terzo quarto, poi i padroni di casa dilagano.

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SEBASTIANI : Piunti 4, Perry 25, Mian 9, Pascolo 8, Guariglia 19, Palumbo 12, Cicchetti, Hogue 8, Bellini ne, Udom 13, Bogliardi 3, Piccin 11. All. Crosariol.

VUELLE PESARO: Johnson 7, Bucarelli 28, Tambone 4, Virginio 6, Bertini 20, Trucchetti 3, Maretto 9, Fainke 1, Miniotas 12, Sakine. All. Leka.

Arbitri: Gagliardi, Almerigogna e Nuara.

Note - Parziali: 30-27, 60-51, 82-71. Tiri liberi: Rieti 15/21, Pesaro 21/28. Tiri da 3 punti: Rieti 15/31, Pesaro 11/26. Rimbalzi: Rieti 32, Rieti 27. Antisportivi a Hogue e Virginio. Falli tecnici a Piunti e Bucarelli. Spettatori: 3.000.

E’ irriconoscibile la Vuelle che va alla deriva in mezzo al mare, dopo aver viaggiato col vento in poppa per oltre sei mesi. I giocatori, come naufraghi, si aggrappano al capitano che li tiene sulle sue spalle per un intero quarto, il terzo, dove da solo ricuce le vele per non affondare, sino al -3 che illude i 250 tifosi arrivati da Pesaro. Su quel 74-71 del 29’ Bucarelli, che ha segnato 14 punti sui 20 della squadra per arrivare sin lì, non ha più energie da raschiare dal barile e alla Vuelle sfugge il tesoro conservato con cura in cassaforte da metà ottobre: il primo posto, ora, è di Scafati. Ciò che accade nell’ultimo quarto è solo accademia da parte di un’avversaria già forte ma che evidentemente, con l’arrivo di due ex giocatori sulla panchina – il vice portato da Crosariol è Riccardo Esposito – ha liberato la mente. Lo dicono chiaramente le percentuali di tiro e le prestazioni di giocatori recuperati dalla nebbia: Piccin in doppia cifra, Guariglia infallibile, Perry rinato dopo essere stato sull’orlo del taglio.

Poteva la presenza di Smith cambiare le carte in tavola contro una squadra dal pacchetto lunghi pesante? Può darsi, perché si sa che il rientro dopo un infortunio è anche frutto di adrenalina pura che può esaurirsi soprattutto se si è costretti a rigiocare a distanza di 4 giorni. Ma poi, con un Tambone così spento, magari anche lasciar fuori Johnson poteva rivelarsi un azzardo.

La verità è che la Vuelle non ha giocato come siamo abituati a vederla: sempre in ritardo in difesa, dove ha lasciato tiri comodi a Mian e Palumbo in apertura, poco precisa nei passaggi con 6 perse già nel 1° tempo (13 alla fine). Pesaro comunque risponde colpo su colpo, impattando sul 27-27 con Miniotas, ancora fresco; ma i 30 punti subìti in 10’ accendono gli allarmi. E le cose non cambieranno nel 2°, con Rieti che guadagna 11 punti di vantaggio (41-30) su distrazioni fatali: semplicemente la Sebastiani è più reattiva e arriva prima su tutte le palle vaganti. Pesaro sprofonda fino a -17 (50-33) ma poi, di pura tigna, con un break di 14-4 rientra in partita con un paio di iniziative vincenti di Jazz Johnson. All’intervallo la gara è ancora viva, ma nel 3° quarto Pesaro galleggia solo perché ha un salvagente chiamato Bucarelli. Poi il naufragio. La riva ora sembra lontana e le braccia sono stanche. Ma, come si dice, non è finita finché non è finita.

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© il Resto del Carlino