Oikos, ecco il piano degli esuberi. Un anno per 14 licenziamenti
Pietro Geremia guida San Marco Group, azienda che ha rilevato Oikos a febbraio
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Se non intendono fare opposizione resteranno nei ranghi, ma la possibilità di lasciare l’azienda si fa concreta per 14 - definiti esuberi - degli attuali dipendenti della Oikos, l’azienda di Gatteo appena uscita dai marosi di una crisi della proprietà che l’ha traghettata dallo storico fondatore Claudio Balestri al San Marco Group guidata da Pietro Geremia. La valorizzazione dell’azienda romagnola, un marchio distintivo nel settore delle vernici ecologiche per interni ed esterni entrata nel paniere del gruppo veneto del medesimo settore con progetti "per valorizzarne il potenziale" - come affermato dall’Ad Geremia - passa evidentemente anche attraverso una riduzione del personale. I dipendenti erano 120 circa nel momento di maggiore successo, rimasti poco meno di 100 alla fine dell’accidentato percorso che ha portato al fallimento dell’imprenditore Balestri e al passaggio di proprietà. In un accordo sottoscritto dai rappresentanti dell’azienda e dai sindacati si mette nero su bianco che "potranno essere licenziati fino ad un massimo di 14 lavoratori (di cui 6 impiegati, 3 operai, e 5 quadri)". "La risoluzione dei rapporti - sigla ancora il documento - verrà comunicato ai singoli lavoratori che abbiano manifestato la loro non opposizione scritta", e siccome c’è il ricorso "al contratto di solidarietà difensivo, strumento che si interpone alla procedura di licenziamento collettivo, le parti concordano che si andrà oltre i limiti dei 120 giorni" previsti dalla legge. Si parla di un anno, lasso di tempo entro il quale chi vorrà potrà usufruire della possibilità di lasciare pacificamente l’azienda. Il termine per continuare a lavorare sarà quello del 14 marzo 2027, ma la risoluzione pacifica del rapporto dovrà essere comunicata entro il 26 febbraio 2027. Un anno per trovare un’altra collocazione e, nel frattempo, continuare a lavorare alla Oikos.
Non particolarmente appetibile si presenta l’incentivo all’esodo, ossia 1.000 euro lordi più "una somma a titolo transattivo pari a 100 euro lordi previa sottoscrizione del verbale di rinuncia all’impugnazione del licenziamento". Ma l’azienda evidenzia anche che "si riserva di non accogliere le richieste dei dipendenti in possesso di professionalità ritenute fondamentali per il corretto svolgimento delle attività aziendali". E, comunque, "i dipendenti da licenziare saranno individuati sulla base delle esigenze tecnico-produttive ed organizzative del complesso aziendale esclusivamente secondo il criterio della non opposizione al licenziamento". In sintesi, l’azienda sceglie chi è di troppo, ma l’addio passa attraverso l’accettazione dei dipendenti identificati come esuberi. Fino all’acquisizione da parte di San Marco Goup, solo dieci dipendenti avevano deciso di uscire volontariamente dall’impresa, che ha continuato a operare in esercizio provvisorio. Oggi si guarda avanti con la nuova proprietà che, nel 2025, ha fatturato oltre 127 milioni di euro (+4% sul 2024). Sindacati ed azienda hanno concordato anche di sedere di nuovo intorno al tavolo il 31 gennaio 2027 "per valutare l’attuazione del piano di gestione dei lavoratori in esubero".
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