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Tribunale chiude canale del gigolò Roy Dolce: "Contenuti contro le regole di YouTube"

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15.03.2026

Roy Dolce, accompagnatore 52enne originario di Matelica

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Macerata, 15 marzo 2026 – Il suo canale raccontava senza filtri la vita di un gigolò, tra racconti di incontri, consigli agli aspiranti accompagnatori e tutorial per le clienti. Ma per YouTube era pubblicità di servizi sessuali a pagamento. E il giudice ha dato ragione alla piattaforma: il canale resta chiuso. Il Tribunale civile di Macerata ha respinto il ricorso presentato da Roy Dolce, accompagnatore 52enne originario di Matelica, che chiedeva la riattivazione del suo profilo YouTube e un risarcimento di 10mila euro per la cancellazione del canale.

La decisione del giudice

Secondo il giudice la piattaforma ha agito legittimamente perché i contenuti pubblicati violavano le regole del sito che vietano la promozione di servizi di escort o prestazioni sessuali. Il canale, legato al profilo "Roy Dolce Accompagnatore", era stato oscurato nel novembre 2025. L’uomo aveva presentato un ricorso urgente sostenendo che i video fossero ironici, divulgativi e comunque leciti, e che la chiusura avesse danneggiato la sua attività online e la libertà di espressione.

Il progetto di Roy Dolce

Roy Dolce racconta di aver costruito quel progetto negli anni. "Era un canale vecchissimo, aveva più di dodici anni – spiega –. Era stato chiuso tempo fa e poi riaperto dopo una verifica. Mi avevano restituito tutti i video e io ero felicissimo. Poi improvvisamente l’hanno richiuso". Nei suoi video, racconta, parlava semplicemente del suo lavoro. "Io faccio il gigolò da molti anni e nei video spiegavo il mestiere, facevo tutorial e racconti delle mie esperienze. Erano video ironici, a volte poetici, niente di pornografico o volgare".

Ma per la piattaforma la questione era diversa. Nel 2024 erano già stati cancellati altri due canali collegati allo stesso utente perché nei contenuti venivano pubblicizzati servizi di escort e prestazioni sessuali. Dopo quelle violazioni era stato imposto anche il divieto di aprire nuovi canali. Secondo YouTube, quindi, la creazione del nuovo profilo sarebbe stata un modo per aggirare quella sanzione.

"Molte donne mi chiamano per parlare”

Roy Dolce però difende la natura dei suoi contenuti. Nei video raccontava anche il lato meno noto di questo lavoro. "Molte persone pensano che il gigolò faccia solo sesso a pagamento, ma non è così. Molte donne mi chiamano per parlare, per avere il punto di vista di un uomo, per sentirsi ascoltate o accompagnate a un evento". Da oltre vent’anni nel settore, oggi gestisce anche agenzie online di accompagnatori. Il mercato, a suo dire, esiste e ha regole molto concrete. "Un incontro può costare in media sui 500 euro più le spese di viaggio per qualche ora insieme. Poi dipende dal servizio e dal tipo di richiesta". Ma per il tribunale il problema non è il mestiere in sé. Il nodo è l’uso della piattaforma. Nell’ordinanza il giudice ricorda che YouTube vieta espressamente contenuti destinati a vendere o promuovere servizi di escort, prostituzione o massaggi erotici.

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© il Resto del Carlino