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Diarra e Smailagic: così la Virtus si rilancia. Gara in controllo e tanti motivi per sorridere

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Aliou Diarra, una prova di grande sostanza sia in attacco che in difesa (Schicchi)

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OLIDATA : Hackett 5, Edwards 19, Niang 8, Jallow, Diouf 13, Dos Santos 6, Pajola 2, Alston Junior 12, Smailagic 15, Diarra 15, Ferrari ne, Akele ne. All. Jakovljevic.

TRIESTE: Ross 13, Brown 15, Ramsey 8, Candussi 1, Bannan 16, Uthoff 5, Toscano-Anderson 6, Deangeli 12, Ruzzier 5, Moretti ne, Iannuzzi ne, Martucci ne. All. Taccetti.

Arbitri: Grigioni, Capotorto, Cassina.

Note: parziali 27-16; 53-43; 75-64. Tiri da due: Virtus 20/37; Trieste 21/36. Tiri da tre: 11/27; 9/32. Tiri liberi: 22/30; 12/16. Rimbalzi: 41; 34.

Quarta vittoria in fila. Mica solo questo, però. Perché Brescia perde in casa e, a questo punto, a due giornate dalla fine, alla Virtus basterà una vittoria per chiudere, come lo scorso anno, la stagione regolare al primo posto.

Quarta vittoria e il rientro di Pajola: ovazione per il capitano che tornava dopo tre mesi e l’intervento al ginocchio. E Virtus che gira come un orologio (svizzero) al punto che, a un certo punto, doppia persino Trieste, 40-20. Ma la Virtus dell’ultimo decennio è così – succedeva con Djordjevic, poi con Scariolo e nemmeno Banchi e Ivanovic l’hanno corretta –: tende a piacersi, perché produce un gioco divertente. Ma poi si smarrisce. Così, all’inizio della terza frazione, è tutto da rifare, 53-49. La Virtus del tunnel (quella delle otto sconfitte di fila) forse si sarebbe smarrita. Quella di ieri non è cinica, ma sa rimboccarsi le maniche. E difende pure con Edwards, sorridente e coinvolto, nonostante i ferri non lo aiutino.

Poi, ci sono le altre note liete. Di Smailagic si erano perse le tracce, tra acciacchi, cazziate e musi lunghi. Il lavoro in palestra è servito: tirato a lucido Alen ha sciorinato il meglio del repertorio, triple comprese.

Ma là sotto ha dominato Aliou Diarra, tra rimbalzi, stoppate e voglia di piegare le ginocchia anche contro i piccoli. Che poi il ritorno di Pajola abbia rimesso a posto tanti piccoli aspetti, forse, è quasi secondario.

La Virtus s’è ripresa, Jakovljevic ha dimostrato di essere un tecnico attento e la fine dell’Eurolega ha fatto il resto. Ci sarebbe anche Ramsey: ovvero il miglior realizzatore del campionato.

Non ha fatto virgola, ma non ha raggiunto la doppia cifra. Segno che in difesa, anche se non c’è più Dusko Ivanovic, la squadra ha ancora voglia di sbattersi. Perché si parte dalla difesa. Si parte da Pajola.

E adesso? Beh, si lavora in palestra. Dos Santos ha aggiunto l’entusiasmo brasiliano. All’appello mancano solo la garra argentina di Vildoza e le zingarate di Morgan. La Virtus li aspetta con fiducia. Chiudere un’altra volta al primo posto varrebbe davvero tanto.

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