Operai filmati e controllati: scatta multa da 90mila euro
Gli uomini del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro nel laboratorio chiuso
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Modena, 11 marzo 2026 – La presenza di undici lavoratori stranieri "in nero" e la violazione sistematica di norme sulla sicurezza del lavoro sono costate ad un cittadino cinese, titolare di un laboratorio di confezioni, la sospensione dell’attività e sanzioni e ammende per quasi 90mila euro. Ancora una volta l’attenzione e il controllo mirati nei luoghi di lavoro hanno portato le forze dell’ordine e l’Ispettorato del lavoro sulle tracce di una attività artigianale clandestina, in una delle aree più interne della Bassa modenese. E - anche in questo caso - là dove il lavoro è per nulla presidiato dalle rappresentanze dei lavoratori si scopre che lo sfruttamento diventa la regola.
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E’ capitato, infatti, che il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Modena, su indicazioni e con il supporto delle Stazioni di San Martino in Spino e Mirandola è giunto a smascherare a San Martino Spino un laboratorio che esercitava la propria attività in violazione di ogni regola. Per questo è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Modena un cittadino 56enne cinese, residente nel mantovano, che è risultato essere amministratore unico di una ditta di confezioni tessili.
Nel corso dell’ispezione sono state accertate numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, tra le altre la mancata designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, l’assenza dell’indicazione del medico competente e l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori.
Riscontrate inoltre irregolarità e mancanza del rispetto delle norme igienico sanitarie nei locali adibiti a ristoro e la mancata pulizia di impianti e attrezzature.
A rendere ancora più umiliante la condizione dei lavoratori e delle lavoratrici, il proprietario aveva provveduto alla installazione di un impianto di videosorveglianza idoneo al loro controllo a distanza, privo della necessaria autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro, fatto che è stato anch’esso rilevato e contestato al titolare della azienda. Alla luce della gravità delle violazioni e anche dell’impiego sistematico di lavoratori "in nero", ben 11 lavoratori su 12 presenti (pari al 91,67%), sebbene tutti cittadini cinesi regolarmente soggiornanti, è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività.
Ora il proprietario si trova a dover pagare complessivamente sanzioni amministrative per 55.900 euro e ammende per 29.794,50 euro. "L’operazione – recita una nota dell’Arma – conferma l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri nel presidiare il territorio, anche nelle zone più periferiche, a tutela della legalità e della sicurezza dei lavoratori".
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