L’affondo di Rossi: «Nuovo ospedale, manca una visione. Tredici anni di nulla e gli altri corrono»
Ivo Rossi, ha ritrovato una foto del luglio 2013: lei da sindaco, il governatore Zaia, l’allora presidente della Provincia Degani e il rettore Zaccaria. C’era l’accordo per il nuovo ospedale a Padova Ovest.
Cosa le viene in mente 13 anni dopo con un ospedale ancora da fare?
«Il dato davvero sorprendente, e direi persino drammatico, è che a distanza di ben 13 anni dalla sottoscrizione di quell’accordo di programma, nessuno senta il bisogno di fare un bilancio vero che vada oltre i rendering. C’erano Regione, Provincia, Università e Azienda Ospedaliera. Eppure, siamo ancora clamorosamente al palo. Se consideriamo che il dibattito che porta a quell’accordo inizia nel 2004, all’epoca di Galan, abbiamo la dimensione del tempo consumato. C’è un dato su cui riflettere: mentre Zaia annunciava con enfasi che la prima pietra sarebbe stata posata nel 2015, negli anni successivi ha continuato a spostare in avanti le date senza che nessuno chiedesse conto»
Tredici anni di totale immobilismo, quindi?
«Mentre noi restavamo fermi, Verona ha fatto enormi passi avanti sul fronte delle proprie strutture sanitarie. Ad essere rimasti indietro siamo noi, e per una città che storicamente è considerata la capitale della medicina veneta, e non solo veneta, si tratta di un fatto gravissimo. Contemporaneamente, in questi anni, abbiamo assistito a un progressivo depotenziamento dello Iov, entrato nell’orbita trevigiana, così come la clonazione della facoltà di Medicina in riva al Sile, senza contare la crescita di peso delle strutture private. C’è stata una perdita di ruolo della città decisamente significativa, avvenuta sotto i nostri occhi e con la complicità, o quantomeno........
