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La parabola di Rachida Dati, dal ministero della Giustizia alla sbarra: le accuse infamanti sul caso Renault

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29.09.2026

L'ex ministra della Giustizia francese Rachida Dati in tribunale (Epa)

Per approfondire:

Articolo: Papa Leone a Lourdes incontra le vittime degli abusi. Ai malati: “Nessuna legge può togliere la vita”Articolo: Laicità e laicismo, Leone mette alla prova Parigi. Il rispetto non è sudditanza

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Parigi, 29 settembre 2026 – Si è chiusa ieri la fase dibattimentale del processo contro Rachida Dati, ex ministra della Giustizia e della Cultura, nonché candidata a sindaco di Parigi a marzo 2026. L’accusa, ovvero la Procura nazionale finanziaria (Pnf), si è detta “triste” e “amareggiata” per il fatto che “le istituzioni democratiche” non siano in grado di prevenire meglio i casi di “corruzione” e “traffico illecito di influenze”, i due capi d’accusa per i quali Rachida Dati si trova alla sbarra. I pm francesi hanno chiesto una condanna a quattro anni di reclusione, di cui due anni da scontare ai domiciliari con il braccialetto elettronico e cinque anni di ineleggibilità con esecuzione provvisoria. Inoltre, l’ex ministra dovrebbe, nel caso in cui i giudici dovessero accogliere le richieste del PNF, pagare 450mila euro di multa e restituire 900mila euro dal proprio patrimonio. Patrimonio che,........

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