Non saremo sottomessi e felici
Oslo e Padova da venerdì sono gemellate. Un attimo, e mi spiego.
Il Giornale ha titolato in prima pagina «Premio Nobel per Hamas». Gli indignati sono partiti subito: ignoranti, il Nobel non è andato ad Hamas, è andato a Navi Pillay. Lo sappiamo. Abbiamo scritto «per», non «a». Grammatica elementare. Nella motivazione, figuriamoci, Hamas non compare. Ma la premiata è la giurista sudafricana che fino all’anno scorso ha presieduto la commissione dell’Onu che ha accusato Israele di genocidio. Il senso, storico e culturale, è questo: Hamas ha ragione. Pazzesco. Non ritiriamo una parola. Del resto è un premio già ampiamente sputtanato, mi si perdoni il termine: lo hanno dato anche ad Arafat. Stavolta però Oslo non ha sbagliato cavallo. Ha emesso una sentenza.
Non mi si venga a spiegare che i morti palestinesi sono morti veri. Lo so, e non ne sminuisco uno. Ma l’orrore non comincia il giorno dopo. Il 7 ottobre 2023 Hamas ha fatto strage di civili proprio nei kibbutz che coltivavano il dialogo con Gaza. Mercoledì, terzo anniversario, Aviva Siegel era ospite di Bruno Vespa a Cinque minuti. Rapita a Kfar Aza, è stata cinquantun giorni ostaggio a Gaza. Ha raccontato la fame, le botte, le violenze sulle ragazze. E........
