S&P 500, il 2026 corre più della storia ma entra nel tratto più insidioso
Wall Street ha ormai imparato che durante le presidenze Trump il rumore politico può essere assordante senza necessariamente produrre un mercato ribassista. Annunci sui dazi, minacce commerciali, cambiamenti di tono e dichiarazioni improvvise scuotono gli indici, ma spesso finiscono per creare correzioni che gli investitori utilizzano per rientrare. Anche il 2026 ha rispettato questo copione: partenza moderatamente positiva, indebolimento tra febbraio e marzo, una caduta più seria all’inizio di aprile e poi un recupero tanto rapido da riportare l’S&P 500 vicino al 10% già nella prima metà di luglio.
Il confronto con la performance media degli anni della presidenza Trump, comprendendo il periodo 2017-2020 e il 2025, è sorprendente nella forma ma molto meno nei numeri. La sequenza dei movimenti è simile, tuttavia il 2026 ha esasperato entrambe le direzioni:........
