menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Arte italiana dagli anni Ottanta ad oggi. Artisti di diverse stagioni e movimenti a Palazzo delle Albere a Trento

11 0
29.04.2026

Il Mart torna ad abitare le sale dello storico Palazzo delle Albere, a Trento, con la mostra Anacronismi e discronie, un progetto espositivo dedicato a selezionate ricerche artistiche italiane che si sono affermate tra gli Ottanta e oggi, visitabile fino al 6 settembre 2026.  Il percorso indaga quelle pratiche che sfuggono alla linearità del tempo, intrecciando rimandi storici, immaginari e linguaggi contemporanei. In mostra circa 70 opere di quasi 50 artisti, appartenenti a generazioni e percorsi differenti, tra cui Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Salvo, Luigi Ontani, Francesco Vezzoli, Guglielmo Castelli, Giulia Andreani. A cura di Margherita de Pilati e Ivan Quaroni, la mostra racconta come negli ultimi quarant’anni una parte significativa dell’arte italiana abbia scelto di lavorare apparentemente «contro il proprio tempo», instaurando un rapporto irregolare, intermittente o deliberatamente anacronistico con la storia. A partire dagli anni Ottanta, molti artisti hanno sviluppato forme di temporalità disallineata. Nell’epoca del digitale e dell’iper-presente, questa sospensione si è trasformata in una condizione diffusa: opere che non appartengono pienamente né a ieri né a oggi si collocano in un territorio intermedio, nel quale la memoria iconografica viene continuamente rimontata, interrotta o rallentata.

Tra ritorni alla pittura, recuperi iconografici e sospensioni temporali, le opere delineano uno spazio in cui passato e presente convivono in modo dinamico, offrendo nuove chiavi di lettura sulla produzione artistica recente.

Dopo la stagione concettuale, tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta la Transavanguardia riporta al centro la pittura e la figurazione. Artisti come Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente e Mimmo Paladino reintroducono la narrazione, il mito, l’arcaico: non come nostalgia, ma come riattivazione di un repertorio iconografico sedimentato nella memoria culturale italiana.

A questa svolta segue l’esperienza degli Anacronisti, che affrontano il passato con un approccio ancora più netto: un ritorno alla forma, alla composizione classica e a una pittura che sembra appartenere a un’altra epoca. È il caso, tra gli altri, di Stefano Di Stasio, Omar Galliani, Paola Gandolfi e l’outsider Carlo Maria Mariani.

La mostra prosegue con una selezione di esperienze «post-moderne»: i Nuovi-nuovi, rappresentati per esempio dai ben........

© Il Giornale