Guerre, migrazioni, nuove paure. E il vecchio stato ha ripreso il suo posto
Dopo l’illusione che l’economia potesse governare il mondo, a destra e a sinistra, in Oriente e in Occidente, lo stato è tornato a imporsi, nelle menti della maggior parte delle persone, come il luogo cui appartiene la possibilità effettiva di migliorare le proprie esistenze, o almeno di renderle più sicure
Lo Stato camaleonte. Quattro libri su un'istituzione che cambia pelle e torna protagonista
Lo Stato camaleonte. Quattro libri su un'istituzione che cambia pelle e torna protagonista
Di tanto in tanto, nuovi spettri iniziano ad aggirarsi per il mondo (un tempo si aggiravano per l’Europa, ma ora tutto il mondo è paese). Quasi sempre sono spettri vecchi che fanno giri immensi e poi ritornano. Si riaffacciano improvvisamente sotto le più diverse forme e i più diversi modi, di solito in maniera inaspettata. Un nuovo vecchio spettro è quello dello stato. In mezzo ai marosi di un’epoca di stravolgimenti, lo stato si riaffaccia come quell’entità cui si smania di aggrapparsi, per avere un porto sicuro, un luogo sotto le cui sottane ripararsi o trovare un po’ di conforto in mezzo a quello che viene percepito come il disordine contemporaneo.
Sembra strano che il riproporsi così evidente della centralità dello stato, dopo decenni in cui si riteneva che gli stati non fossero altro che entità nullificatesi all’interno delle spire di terribili multinazionali che dominavano il mondo, sia un fatto così poco indagato. A mala........
