L'ironia come meccanismo di difesa, secondo Vaste Programme
"Lavorando in due, il nostro processo creativo passa inevitabilmente attraverso il dialogo. Prima ancora che artisti, siamo in ogni caso appassionati fruitori, e l’arte è una cosa che ci piace vedere, e non solo fare". Intervista a Leonardo Magrelli e Giulia Vigna
Il viaggio di Ako Atikossie lungo la "soglia misteriosa tra il nulla e l'esistenza"
Il viaggio di Ako Atikossie lungo la "soglia misteriosa tra il nulla e l'esistenza"
L'interesse per le parole, più che per le immagini. Lo sguardo di Alessandro Calabrese
L'interesse per le parole, più che per le immagini. Lo sguardo di Alessandro Calabrese
Nome e cognome: Leonardo Magrelli, Giulia Vigna - Vaste Programme
Luogo e anno di nascita: Roma 22/03/1989, Latina 04/01/1992, Roma 16/12/2016
Gallerie di riferimento e contatti social: instagram @vasteprogramme sito www.vasteprogramme.com
Qual è la funzione dell’arte oggi?
Ieri sera Giulia ha letto un “simpaticissimo” libricino di Babak Ganjei, preso alla fiera di editoria della Tate, che si chiama Art Is The Thing Nobody Asked You To Do, e questa potrebbe essere già una risposta.
Ad ogni modo, lavorando in due, il nostro processo creativo passa inevitabilmente attraverso il dialogo. Trascorriamo molto tempo parlando delle cose che abbiamo in testa, alcune delle quali finiscono poi per tradursi in progetti artistici. Non avendo già abbastanza problemi, spesso ci interroghiamo sul motivo che ci spinge a farlo, e quindi sulla funzione dell’arte in generale.
Ultimamente poi, ci capita di discutere del tema dell’arte politica, o meglio della legittimità di affrontare temi politici attraverso l’arte, e ci chiediamo: ha senso? Il mondo dell’arte è il contesto giusto in cui farlo? Può davvero creare un dibattito o cambiare le cose? E soprattutto, visto che si parla di funzione, funziona? Ad oggi non abbiamo ancora trovato il nostro punto di vista. Spesso la nostra risposta è no. Eppure, ci rendiamo conto che i nostri lavori hanno un connotato politico molto evidente. Ci limitiamo a constatare questa contraddizione.
Prima ancora che artisti, siamo in ogni caso appassionati fruitori, e l’arte è una cosa che ci piace vedere, e non solo fare. A tale proposito, e per provare a spiegarne il motivo, Leonardo vorrebbe concludere con una citazione di Proust: “Delle ali, un altro apparato respiratorio che ci permettessero di attraversare l’immensità, non ci servirebbero a nulla, perché se andassimo su Marte e su Venere conservando gli stessi sensi, questi rivestirebbero con l’aspetto medesimo delle cose della Terra ciò che ci fosse dato vedere. L’unico vero viaggio, il solo bagno di Giovinezza, non consisterebbe nell’andare verso nuovi paesaggi, ma nell’avere altri occhi, nel vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, nel vedere i cento universi che ciascuno di essi vede, che ciascuno di essi è; e questo è possibile con un Elstir, con un Vinteuil, con i quali – e con i loro pari – noi voliamo veramente di stella in stella”.
Che cos’è per voi lo studio d’artista?
Dopo diversi tentativi in varie zone di Roma, e in seguito a una serie di fortunati eventi, abbiamo trovato lo studio ideale. Non tanto per il fatto che finalmente abbiamo molto spazio a disposizione, quanto perché, nella stessa strada e a poca distanza, si trovano altri spazi condivisi da artisti con i quali abbiamo un rapporto costante, sia di amicizia che di confronto. Arrivare a studio significa, con la stessa naturalezza, prendersi un caffè insieme, confrontarsi sulle........
