Lo show dell'artista, il primo interamente in spagnolo, celebra l'America senza confini e conquista tutti. Tranne il tycoon, che attacca: "Terribile"
«Insieme siamo l’America», un messaggio semplice ma altrettanto potente, stampato sulla palla da football che Antonio Benito Martinez Ocasio, in arte Bad Bunny, ha mostrato alla telecamera al termine dello spettacolo dell’intervallo, mentre sul maxischermo del Levi’s stadium di Santa Clara campeggiava a caratteri cubitali la scritta: «l’unica cosa più forte dell’odio è l’amore».
In tempi in cui i rastrellamenti di migranti, principalmente latinoamericani, da parte dell’ICE sono all’ordine del giorno, lo spettacolo del 60esimo Superbowl è destinato ad entrare nella storia come il primo interamente in spagnolo. Prima di uscire di scena Bad Bunny ha guidato una parata di bandiere dell’intero continente americano al grido di «Dio benedica l’America, Chile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador, Brasile, Colombia, Venezuela, Guyana, Panamà, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvadòr, Guatemala, Mexico, Cuba, Repubblica Dominicana, le Antille, Stati Uniti, Canada» e in ultimo «la mia patria, Porto Rico, siamo ancora qui».
Con questo grido di nazionalismo panamericano Bad Bunny ha ricordato agli statunitensi e al mondo intero che l’America è un grande continente, in cui gli Stati Uniti sono solo un Paese. Sul campo del Santa Clara Bad Bunny ha scandito a ritmo di raggaeton la “dottrina Bunroe”, che vuole un’America unita oltre i confini nazionali, non più divisa tra nord, centro e sud, e in cui ogni Paese ha eguali diritti e dignità. In aperto contrasto con........
